Una buona iniziativa travolta dagli avvenimenti

Il titolo di questo articolo era “Una buona iniziativa rispettata ancora da pochi” purtroppo il Covid 19 ha stravolto a partire dal mese di marzo, non solo le abitudini di tutti noi ma ha anche portato il lutto in numerose famiglie. Fra le altre cose ha avuto e sta avendo un impatto sulla mobilità delle persone. Il timore e i limiti imposti all’utilizzo dei mezzi collettivi di trasporto, hanno spostando persone verso l’utilizzo dei mezzi individuali di trasporto, più persone in bicicletta ma sicuramente molte più persone stanno utilizzando l’auto.
Con la piena ripresa delle attività lavorative e l’inizio a settembre delle scuole, è facile prevedere code sulle strade e aumento dell’inquinamento.
E’ pertanto importante che si ritorni, superate le problematiche sanitarie, ad un utilizzo dei mezzi pubblici possibilmente con un incremento dei mezzi.
Solo allora si potrà riprendere un discorso iniziato in questi ultimi anni e improvvisamente interrotto.

Buone pratiche di civiltà
Utilizzando i mezzi pubblici  (tram e autobus urbani) colpiva e colpisce il fatto che poche persone validano il loro documento di viaggio, saranno abbonati o persone che viaggiano all’interno dei minuti di validità del loro biglietto, oppure sono persone che viaggiano senza pagare?
Il problema è stato risolto da decenni in grandi e piccole città europee e più recentemente anche italiane. Tutti validano i loro biglietti o abbonamenti tutte le volte che salgono su un mezzo pubblico, inoltre sugli autobus corti tutti salgono obbligatoriamente dalla porta anteriore e validano il loro documento di viaggio nella macchinetta posta accanto al conducente. Se lo fanno senza problemi a Londra o a Parigi perché non lo si può fare a Torino? Del resto sino agli anni 70 nella nostra Città, con molti più utenti, si saliva sui mezzi pubblici da una sola porta e si pagava il biglietto al “bigliettaio”, operazione molto più lunga che validare un documento di viaggio elettronico.
Purtroppo anche nel periodo di emergenza sanitaria molti continuano a non rispettare le indicazioni sulle modalità di salita e discesa dai mezzi, che dovrebbero avvenire, anche per problemi sanitari da porte diverse.

Cosa succede a Torino?
Essendo una modalità vista in altre città, questa proposta era stata inserita in una delibera di iniziativa popolare presentata nel 2006 al Consiglio comunale dal nostro Comitato all’interno di una iniziativa del Coordinamento cittadino dei Comitati spontanei di quartiere, nel 2016, questa richiesta era stata nuovamente inserita nelle petizione sulla mobilità presentata dallo stesso Coordinamento e firmata anche da numerosi residenti di Borgata Rosa e Sassi.
Finalmente l’attuale Amministrazione comunale, anche a seguito di una normativa regionale, aveva deciso di chiedere ai Torinesi di adeguarsi a questa pratica. Dal maggio 2017 è obbligatorio validare tutti i documenti di viaggio (abbonamenti compresi) ad ogni accesso su un mezzo pubblico, a metà 2020 vediamo che questo obbligo continua a venire ampiamente disatteso.
Da inizio marzo 2019 erano stati introdotti dei tornelli sugli autobus ad alimentazione elettrica della linea 19, e da lunedì 10 giugno successivo i tornelli erano in funzione anche sugli autobus elettrici della linea 6 che collega piazza Hermada con piazza Carlo Felice (Porta Nuova). I tornelli inoltre erano già presenti da metà aprile sulle linee di Settimo SE1 e SE2, si dovrebbe obbligatoriamente salire dalla porta anteriore e scendere dalle altre due, così come sugli autobus corti di nuova generazione introdotti negli scorsi mesi sulle linee 56 e 68, oltretutto quest’ultima linea serve il nostro territorio di riferimento, ma purtroppo molti hanno continuano a salire dove gli pareva, anche quando gli autobus non erano particolarmente affollati. Ci auguriamo che con il tempo le cose migliorino.
Invitiamo chi ci legge ad osservare l’obbligo di validazione ogni volta che si sale su un mezzo per due motivi:
E’ un buon sistema per controllare che tutti paghino, e se tutti pagano si può anche pretendere di avere un servizio migliore.
Con questo sistema di validazione è possibile anche avere un dato sul reale carico delle linee, metodologia che è già stata utilizzata nella riorganizzazione del sistema di trasporto.  In poche parole se le persone salgono sui mezzi e non validano, le linee che fanno riferimento al nostro territorio (15,61 e 68) nonostante il loro reale utilizzo potrebbero essere considerate di scarsa frequentazione e pertanto soggette a riduzione di frequenza, soppressione di fermate o limitazioni di percorso, mentre validando si potrebbe ottenere un servizio più adeguato all’utenza reale.
(B. Morra – luglio 2020)

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