Borgata Rosa – mattinate domenicali nuovamente silenziose

Fortunatamente il problema che aveva in passato afflitto numerosi residenti di Borgata Rosa da noi definito “Musica molesta”, non si è più verificato dopo la giornata del 12 febbraio scorso. Seppure in forma diversa e molto meno pesante del passato, l’attività “ricreativa” del club privato di via Nietzsche, rinato come “Circolo 155” era ripresa il 27 novembre 2016, era poi proseguita il 26 dicembre (Santo Stefano) sempre con una attività definita “after party”, purtroppo si era ritornati alla musica techno con orario continuato dalle 6 del mattino sino a mezzogiorno, e nelle giornate festive non è certo piacevole essere svegliati alle 6.
Nel recente passato, dopo la notte fra il 28 e il 29 agosto 2015 non si erano più riscontrati i seri problemi di disturbo pubblico notturno, provocati da anni dall’attività del club privato Silverado, finalmente chiuso a seguito dei provvedimenti adottati dalla Magistratura su richiesta della Polizia Municipale. I residenti di Borgata Rosa e non solo, si auguravano che questi tormenti notturni ma anche pomeridiani avessero finalmente avuto fine, purtroppo non era stato così, dopo quasi un anno di tranquillità a metà luglio 2016 era ripreso il disturbo notturno dovuto al circolo privato denominato quella volta Club 555, sempre ubicato in via Nietzsche 155/20. Era cambiata la musica da techno a latino-americana, forse meno allucinante ma a quei volumi sino alle 6 del mattino avevano indotto molti residenti a protestare, tanto da coinvolgere la Polizia Municipale. Fortunatamente questa nuova attività notturna era poi cessata a metà agosto.
Ci auguriamo quanto meno che future eventuali iniziative in quel locale si mantengano ad orari e volumi sonori più accettabili come successo ultimamente.

Gli antefatti
Dalla primavera del 2013 con l’apertura di un club privato situato nel bel mezzo del Parco del Meisino, denominato “Silverado” si erano riproposti gli stessi problemi già riscontrati negli anni 2008 – 2009 con il locale “Sound Factory” che aveva sede nello stesso luogo, locale poi chiuso dopo segnalazioni, denunce, rilevazioni fonometriche, interventi della Polizia Comunale e di Stato.
A fine luglio 2014 avevamo appreso che anche questa attività, dopo innumerevoli segnalazioni di residenti alla Polizia Municipale e non solo, era stata posta sotto sequestro giudiziario. Avevamo anche saputo in seguito che il sequestro faceva riferimento non al pesante disturbo della quiete pubblica, ma ad alcune irregolarità amministrative poi risolte, pertanto l’attività era ripresa il primo dicembre 2014 con inizio alle 5 del mattino della domenica. Anche se il disturbo risultava inferiore rispetto ai mesi estivi in quanto l’attività si svolgeva all’interno e per un numero limitato di ore. Inoltre in inverno in casa si tengono le finestre chiuse, ma tutti temevano che il problema nella sua massima gravità avrebbe potuto  ripresentarsi nei mesi estivi.
L’attività a ritmi ridotti era proseguita sino a metà gennaio 2015, poi era stata nuovamente interrotta a seguito di una ingiunzione da parte degli uffici comunali, questa volta legata ad una serie di misurazioni fonometriche. Purtroppo vi era stata una nuova ripresa dell’attività a Pasqua 2015 con il solito orario a partire dalle 5 del mattino, infine domenica 12 aprile una “non stop” dalle 15 alle 24, questa volta in esterno con ripercussione sul sistema nervoso di parecchi residenti e conseguenti telefonate alla Polizia Municipale. L’attività era poi proseguita saltuariamente sino alla chiusura obbligata di fine agosto.
Non abbiamo nulla contro le attività che possono insediarsi all’interno o ai margini del parco, purché rispettino l’ambiente e abbiano tutti i requisiti per potere essere compatibili con quegli spazi alquanto delicati che abbiamo tutti l’obbligo di tutelare (nell’immagine uno scorcio del Parco). Ne’ abbiamo nulla contro la musica a meno che questa diventi disturbo e ossessione per centinaia di cittadini come è avvenuto per troppi anni fra i residenti di Borgata Rosa, Sassi e Vanchiglietta, dove i residenti hanno subito di pomeriggio e di notte, spesso sino alle 6 a volte sino alle 10 del giorno dopo, prima musica elettronica a tutto volume e ora stanno subendo quella latino-america sempre a tutto volume.
Sono in particolare le vibrazioni delle frequenze basse che risultano devastanti, mettono in risonanza le strutture delle abitazioni; la maggioranza delle persone non sente musica, che può risultare più o meno piacevole a seconda dell’età e dei gusti musicali, ma vibrazioni prodotte dal ripetersi ossessivo e sempre uguale del suono della batteria generato elettronicamente. Vibrazioni che entrano nelle stanze e nella testa di chi vuole dormire, anche con le tapparelle abbassate, finestre dotate di doppi vetri ermeticamente chiuse.
(B. Morra – aprile 2017)

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