Raccolta differenziata dei rifiuti – A fronte della volontà di estendere il porta a porta rimane un sistema di premialità sbagliato

L’avvio nel 2005 della raccolta differenziata dei rifiuti denominata “porta a porta” sul territorio di riferimento del nostro Comitato (Borgata Rosa – Sassi) ci aveva visti fra i pochi favorevoli a questa nuova pratica, da tempo denunciavamo la penosa situazione della raccolta stradale (nell’immagine uno scorcio dei contenitori a fianco della chiesa parrocchiale di Sassi). Purtroppo l’estensione ad altre parti della città del porta a porta ha segnato il passo per lunghi anni, fermando così il risultato complessivo della raccolta differenziata su un deludente 42,7% (dato 2016) che media fra le percentuali delle aree con il porta a porta (59,1%) con quelle dove viene praticata la raccolta stradale ( 30,9%).

La mancata riduzione della TARI 
Fra gli esperti è opinione comune che il raggiungimento di elevati livelli di raccolta differenziata si ottengono con il porta a porta coniugato ad un sistema di premio per i comportamenti virtuosi e sanzionatorio per i trasgressori. Ovviamente deve rimanere come obiettivo primario quello della riduzione dei rifiuti prodotti.
L’adozione di uno strumento di premio/sanzione era stato richiesto con lettera del Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere del 6 settembre 2005 all’allora Vice Sindaco Calgaro. Dove è stato istituito il porta a porta ci attendavamo una riduzione della tassa rifiuti, in questi anni i residenti dei territori dove si pratica il porta a porta hanno contribuito a fare risparmiare ai contribuenti le sanzioni previste per il mancato raggiungimento dei livelli previsti per legge, oltre ad avere contribuito in modo determinante ai ricavi derivanti dalla vendita dei materiali per i quali avremmo dovuto pagare per mandarli in discarica ed oggi pagare ancor di più per bruciarli.  Nel 2015 avevamo appreso con soddisfazione che finalmente si stava avviando nella nostra Città un progetto di stimolo economico alla raccolta differenziata dei rifiuti, ma la decisione fu quella di praticare uno sconto del 10% sulla parte fissa della TARI a sole due aree della città, una dove veniva praticato il porta a porta e una dove si era mantenuta la raccolta stradale, il criterio era quello di premiare l’incremento di raccolta differenziata rispetto all’anno precedente. Questa decisione sollevò immediatamente la perplessità del Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere prontamente illustrate agli Assessori comunali competenti che si sono susseguiti in questi anni. Nel 2016 la riduzione della TARI per il porta a porta ha premiato l’incremento del 16,6 % della raccolta in Crocetta, dove però è stato confrontando un periodo (2014) con raccolta in parte stradale, con i primi 6 mesi 2015 con raccolta porta a porta, certamente un buon sistema per vincere facile!

I dati 2012 – 2015
Il nostro territorio (raggruppato sotto il nome Madonna del Pilone) è stato per questi anni con alti livelli di raccolta differenziata ma in progressiva decrescita (il dato AMIAT 2012 ci vedeva al 68,4%, nel 2016 siamo scesi al 63,7%), stesso fenomeno si registra  su altre aree della città nel periodo 2012 – 2016 (a Barca – Bertolla – Regio Parco si passa dal 62,7 al 56,1%; a Rebaudengo – Pietra Alta – Falchera – Villaretto dal 59,6  al 53,6%, a Madonna di Campagna dal 56,2 al 54,0%). Sicuramente la mancata adozione per molti anni di un sistema di premialità e l’adozione in questi ultimi anni di un sistema che riteniamo errato ha contribuito alla disaffezione di molti residenti alla pratica della raccolta differenziata con ricadute sulle quantità e sulla qualità dei materiali differenziati, purtroppo sento dire: “chi me lo fa fare” (ricordo che oltre l’impegno giornaliero buona parte dei condomini con il porta a porta devono sopportare, oltre ad un tributo in costante aumento, anche il costo economico aggiuntivo della esternalizzazione dei contenitori).

La proposta
Si ha motivo di ritenere che uno stimo possibile sia quello di coinvolgere con il premio più aree, e visto che esistono problemi di bilancio utilizzando anche i proventi derivanti dalle, da noi sempre auspicate, sanzioni dei comportamenti scorretti.
Il Coordinamento  dei Comitati spontanei di quartiere con una petizione al Consiglio comunale illustrata alla Commissione consigliare competente il 28 febbraio 2017 oltre a richiedere l’estensione del porta a porta a tutta la città, ha richiesto di premiare provvisoriamente tutte le aree che superano il 60% fra quelle che praticano il porta a porta e il 30% per la raccolta stradale. Purtroppo questa richiesta non è stata ascoltata, nella delibera del 30 marzo scorso il Consiglio comunale ha deciso che per il 2017 verrà adottato lo stesso sistema di premialità utilizzato in questi ultimi anni. Pertanto non verranno premiati con lo sconto sulla parte fissa della TARI, i due quartieri con il più alto livello di raccolta differenziata, ma quelli che hanno avuto il maggior incremento e precisamente Nizza Millefonti per il porta a porta e Cit Turin per la raccolta stradale.

Nel mese di dicembre 2017 una delegazione del Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere ha incontrato l’Assessore all’Ambiente Alberto Unia dove è stata illustrata la nostra proposta e le motivazioni già espresse nel corso della presentazione della petizione che la supportano.
Nei primi mesi del 2018 abbiamo appreso che è stata avviata la raccolta porta a porta nei quartieri di  San Salvario e Santa Rita e in seguito Borgo Rossini e Vanchiglietta, ma purtroppo anche per il 2018 verrà mantenuto il sistema di premialità adottato negli anni scorsi, giudicato da molti non sufficiente a stimolare un incremento della qualità e quantità dei materiali da recuperare.

Una speranza
Ci auguriamo per i motivi sopra esposti che si giunga presto ad estendere il porta a porta a tutta la città tanto da potere adottare le modalità di premio/sanzione in modo uniforme e possibilmente a livello condominiale.
In questi anni abbiamo sentito dire che estendere il porta a porta è difficile/impossibile perché Torino è una città grande con un centro storico dove è complicato adottare questa pratica, se la città di Novara, anche lei con un suo centro storico, che già nel 2015 ha raggiunto il 70%,  pensiamo che lo si possa/debba fare anche a Torino! Restiamo comunque fiduciosi che i residenti del nostro territorio comprendano, al di la del possibile sconto sulla tassa, l’importanza per l’ambiente di una gestione corretta dei rifiuti che produciamo, continuo a ritenere che la pratica dell’incenerimento sia costosa e deleteria per la salute delle persone, l’obbiettivo primario resta quello di ridurre i rifiuti e il secondario il recupero spinto dei materiali, si può fare!
(B. Morra – aprile 2018)