Notizie del Comitato spontaneo di quartiere

 Marciapiedi in Strada Mongreno
 Una buona iniziativa
 AxTO azioni per le periferie torinesi, cosa viene riservato a Borgata Rosa e Sassi
 Sassi – Richiesta di provvedimenti atti a diminuire rumori provenienti dalla strada al Traforo del Pino e via Agudio
 L’ex galoppatoio militare sarà parte integrante del Parco del Meisino
 Sassi – Parcheggiare in piazza Giovanni dalle Bande Nere
 Borgata Rosa - Continuano i lavori preliminari per la realizzazione di un canale nero.
 Prestiamo attenzione ai rischi connessi ad interventi sul nostro territorio, a volte ritornano!
 Raccolta differenziata dei rifiuti – A fronte della volontà di estendere il porta a porta rimane un sistema di premialità sbagliato
  Via Biamino, una strada dimenticata
  Una petizione al Consiglio comunale sulla velocità dei veicoli a Borgata Rosa e in particolare sul corso Casale
  Cosa respiriamo in oltre Po?
  Borgata Rosa - mattinate domenicali nuovamente silenziose
  Borgata Rosa - Strada del Meisino tratto iniziale fra i civici 1 e 23 – il problema dei marciapiedi mancanti
  Permangono i problemi di viabilità a Sassi
  Le conseguenze degli atti vandalici nell’area giochi del parco del Meisino
  Invitiamo i cittadini a segnalare direttamente i problemi
  Strada Sassi - La risposta alle nostre richieste
  Buche sulle strade, a Borgata Rosa rimane il problema di via Cafasso, a Sassi risolto quello in via Agudio
  Borgata-Rosa Sassi - Inviato ala Assessora alla Viabilità e Trasporti un aggiornamento delle nostre richieste.
  Ponte diga dopo i lavori continua a non essere accessibile la parte interna della curva
 Sassi -Grave rischio in strade Cartman e Mongreno
 Raccolta differenziata dei rifiuti - I sacchi per la raccolta della plastica si ritirano nel nuovo Ecocentro di via Ravina 19A
Parco del Meisino, inviata la segnalazione periodica all'Assessore all’Ambiente
 Uno spazio per il gioco del calcio a margine del Parco del Meisino a borgata Rosa. La realizzazione si sposta nel tempo
 Sassi - Una nuova edificazione fra le piazze Modena e Coriolano è definitivamente scongiurata?
 Il problema dei residui verdi rimane
 Borgata Rosa – Lavori fermi alla residenza temporanea che sta sorgendo al posto de "La Filanda"
 
Antenne per la telefonia mobile

Invitiamo i cittadini a segnalare direttamente i problemi.

Il nostro Comitato cerca di svolgere una presenza attiva nel segnalare problemi del territorio specificatamente quelli di carattere generale, è però indispensabile che anche i cittadini segnalino direttamente i problemi agli enti interessati (l'unione fa la forza), potete farlo nei confronti di:

Qualora i problemi non venissero risolti in tempi ragionevoli, potete segnalarli al Comitato spontaneo nel corso delle riunioni mensili o all'indirizzo mail di questo sito.
(B. Morra - novembre 2011)
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Marciapiede in Strada Mongreno
Marciapiedi in Strada Mongreno

Un problema segnalato dal nostro Comitato a partire dal 2012 finalmente è stato risolto nel mese di novembre.
I residenti di Sassi conoscevano bene la situazione, da tempo il marciapiedi nel tratto iniziale di strada Mongreno con a lato uno spicchio di terreno in forte pendenza verso il rio Mongreno era stato delimitato da elementi in legno più volte crollati in questi ultimi anni.
Alle nostre sollecitazioni che si sono susseguite nel tempo, il settore Viabilità del Comune di Torino ci aveva risposto alla fine del mese di giugno che: “l'intervento si eseguirà entro la fine dell'estate”, l’attesa è stata lunga ma l’impegno è stato mantenuto, anche se leggermente in ritardo!
(B. Morra – dicembre 2017)
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Una buona iniziativa

Utilizzando i mezzi pubblici  (tram e autobus urbani) colpisce il fatto che pochissime persone validano il loro documento di viaggio, saranno abbonati o persone che viaggiano all’interno dei 90 minuti di validità del loro biglietto, oppure sono persone che viaggiano senza pagare? Il problema è stato risolto da decenni in grandi e piccole città europee e più recentemente anche italiane.
Tutti validano i loro biglietti o abbonamenti tutte le volte che salgono su un mezzo pubblico, inoltre sugli autobus corti tutti salgono obbligatoriamente dalla porta anteriore e validano il loro documento di viaggio nella macchinetta posta accanto al conducente.
Se lo fanno senza problemi a Londra o a Parigi perché non lo si può fare a Torino?
Essendo una modalità vista in altre città, questa proposta era stata inserita in una delibera di iniziativa popolare presentata nel 2006 al Consiglio comunale dal nostro Comitato all’interno di una iniziativa del Coordinamento cittadino dei Comitati di quartiere, nel 2016 questa richiesta era stata nuovamente inserita nelle petizione sulla mobilità presentata dallo stesso Coordinamento e firmata anche da numerosi residenti di Borgata Rosa e Sassi.
Finalmente l’attuale Amministrazione comunale, anche a seguito di una normativa regionale, ha deciso di chiedere ai Torinesi di adeguarsi a questa pratica.
Dal maggio 2017 è obbligatorio validare tutti i documenti di viaggio (abbonamenti compresi) ad ogni accesso su un mezzo pubblico, da marzo era partita una campagna informativa su tutti i mezzi che invitava i cittadini ad “allenarsi a bippare”, a dire il vero ad inizio aprile non ci pareva che questo invito fosse stato accolto dai più.
Inoltre a partire da lunedì 10 luglio è iniziata la prima fase sperimentale di salita e discesa dei passeggeri da porte specifiche su due linee urbane (27 e 61) per la salita a bordo del mezzo dovranno essere utilizzate la porta anteriore e quella posteriore, per consentire la validazione del titolo di viaggio in maniera più agevole e veloce. Per la discesa dal bus dovranno essere utilizzate unicamente le porte centrali.
Speriamo che GTT e Comune perseguano con coraggio queste iniziative, non ascoltando le solite osservazioni di chi trova sempre una scusa e che ritiene che i problemi importanti siano sempre altri, purtroppo a 5 mesi dall’obbligatorietà dobbiamo constatare che solo un 50% di chi sale sui mezzi pubblici valida il proprio documento di viaggio!
Invitiamo chi ci legge ad osservare questo modo civile di comportarsi per due motivi:
E’ un buon sistema per controllare che tutti paghino, e se tutti pagano si può anche pretendere di avere un servizio migliore.
Con questo sistema di validazione sarà possibile avere un dato sul reale carico delle linee, che potrà essere utilizzato nella riorganizzazione del sistema di trasporto.  In poche parole se le persone salgono sui mezzi e non validano, le linee che fanno riferimento al nostro territorio (15,61 e 68) nonostante il loro reale utilizzo potrebbero essere considerate di scarsa frequentazione e pertanto soggette a riduzione di frequenza, soppressione di fermate o limitazioni di percorso, mentre validando si potrebbe ottenere un servizio più adeguato all’utenza reale.
Maggiori informazioni sul sito GTT: www.gtt.to.it
(B. Morra – settembre 2017)
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AxTO azioni per le periferie torinesi, cosa viene riservato a Borgata Rosa e Sassi

Abbiamo appreso da organi di stampa che il progetto comunale presentato al Governo per poter accedere a un finanziamento di 18 milioni di euro è stato approvato e quindi sarà finanziato, come ipotizzato si potranno avviare interventi con un budget complessivo di 41 milioni di euro (tra investimenti pubblici e privati) per un progetto che prevede una profonda trasformazione del territorio urbano.
Il progetto prevedeva alcune aree dove si concentrano e si sommano i tre indicatori di fragilità e disagio, pertanto i luoghi dove si concentrano la grande maggioranza degli interventi sono: la zona del Parco Dora, che prende le circoscrizioni 4 e 5, tra i quartieri Campidoglio, Lucento e Vittoria, e la zona attorno all’ex Incet, Circoscrizione 6, Barriera di Milano.
Abbiamo cercato nel progetto gli interventi che interesseranno il nostro territorio, ne abbiamo trovati tre.
Per quanto riguarda la Manutenzione straordinaria sulle pavimentazioni stradali e pedonali è previsto “il rifacimento del manto d’usura delle carreggiate previa fresatura
del manto bituminoso ammalorato ed eventuali risanamenti profondi localizzati” in via Cafasso a Borgata Rosa. La necessità di questo intervento, visto le disastrose condizioni della strada oggetto di infiniti rappezzi dalla breve durata, era stato segnalato dal Comitato spontaneo a partire dal 2009.
Scorrendo il lungo elenco degli interventi previsti, abbiamo scoperto che in riferimento all’ampliamento servizio di bike sharing viene prevista una nuova stazione a Sassi e precisamente in via Paolo Solaroli di Briona/corso Casale.
Infine nel capitolo: Apertura ad uso pubblico dei cortili scolastici viene previsto sempre a Sassi un intervento sulla Scuola media Olivetti, in via Agudio 22, l’azione che si prefigge di:
A) Aumentare la qualità di spazi pubblici diffusi, rappresentati dai cortili scolastici, con la loro apertura ad un uso pubblico in orario extra scolastico, in particolare per offrire luoghi sicuri di socializzazione per le comunità di riferimento delle scuole.
B) Agire per promuovere la nascita di “scuole centro civico” capaci di diventare risorsa sociale del territorio, centro propulsivo e di aggregazione del quartiere, anche in una logica di nuovi modelli di welfare.
C) Sensibilizzare e promuovere azioni di adozione dei beni comuni per innescare nuove forme di gestione condivisa degli spazi esterni delle scuole.”
In genere l’esecuzione degli interventi viene ipotizzato nel triennio 2017- 2019.
(B. Morra – gennaio 2017)
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Sassi – Richiesta di provvedimenti atti a diminuire rumori provenienti dalla strada al Traforo del Pino e via Agudio

Il Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi nel 2016 era stato sollecitato da numerosi residenti ad intervenire in merito a due punti della viabilità che continuano a creare problemi dovuti alla forte rumorosità provocata dal traffico veicolare su superfici irregolari.
Una prima criticità che coinvolge ancora un numero molto elevato di residenti nella zone delle strade del Cartman, delle Traverse, del Durio e al Traforo del Pino e riguarda gli interventi manutentivi sui viadotti di strada al traforo del Pino ancora in corso di realizzazione e iniziati a partire dal 2014. Secondo i residenti gli interventi manutentivi sui viadotti che hanno visto la posa di giunti di dilatazione hanno peggiorato i problemi di rumorosità percepita al passaggio dei veicoli, problema peraltro già segnalato negli anni precedenti agli stessi interventi.
Infatti la elevata rumorosità sul viadotto che sovrappassa strada del Durio era già stata segnalata dai residenti nel 2009,  certificata anche dall’intervento dei tecnici di ARPA Piemonte, stupisce che il successivo intervento manutentivo con la posa dei giunti, abbia peggiorato la situazione anziché migliorarla. Visti i volumi di traffico che sopporta quella strada è evidente il disagio al quale vengono sottoposti i residenti anche nelle ore notturne. L’elevata rumorosità dei giunti è anche percepita da chi transita sul viadotto con la propria vettura.
Nel corso di un incontro che si era tenuto tenuto il 10 gennaio presso gli uffici comunali alla presenza di alcuni residenti, l’attenzione si è concentrata proprio su quel viadotto, ma nonostante i nuovi rilievi di ARPA Piemonte ci è stato comunicato che non si prevedono a tempi brevi interventi di sostituzione dei giunti con altri più adatti visto la vicinanza delle abitazioni e i risultati della soluzione adottata, ci auguriamo che vengano attuate almeno interventi temporanei per alleviare il disturbo lamentato dai numerosi residenti.
Un’altra criticità dovuta al rumore del traffico si riscontrava nel primo tratto di via Tommaso Audio che va da piazza Modena verso piazza Pasini, qui il superamento dei limiti accettabili di rumori e vibrazioni accertato all’interno delle abitazioni dai tecnici di ARPA Piemonte era dovuto in primo luogo al pessimo stato del manto stradale. Una buona asfaltatura e la riduzione del limite di velocità oggi di 70 Km/h (ovviamente con opportuni controlli) avrebbero risolto almeno in parte i problemi segnalati dai residenti.
Per via Agudio ci era stato comunicato che era prevista solo la riasfaltatura delle corsie lato collina peraltro da eseguirsi non prima del 2018, fortunatamente, anche a causa delle disastrose condizioni del manto stradale, in due interventi eseguiti in aprile e giugno si è provveduto alla completa riasfaltatura del tratto lato collina fra le piazze Pasini e Coriolano. Nel mese di giugno si è provveduto ad intervenire anche sulle corsie lato fiume limitatamente nel tratto a lato delle abitazioni dove si erano accertati i significativi problemi di rumore e vibrazioni.
(B. Morra – luglio 2017)
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Ex galoppatoio militareL’ex galoppatoio militare sarà parte integrante del Parco del Meisino

Il 12 gennaio 2017 si era svolto un sopraluogo nell’area (immagine) da parte dei componenti di tre Commissioni del Consiglio comunale, presente il vicesindaco Montanari, al sopraluogo hanno anche partecipato alcune associazioni ambientaliste e il nostro comitato. Nel corso del sopraluogo si sono potute ascoltare le diverse posizioni dei presenti che vanno dalla rigorosa tutela di questi spazi con in particolare la protezione della fascia fluviale e della zona umida situata nella parte nord dell’area, ad una apertura dell’intera superfice come estensione del parco o ad impieghi dei fabbricati come maneggio con struttura ricettiva leggera.
Il 20 luglio si era tenuta una Commissione consigliare per discutere di una interpellanza presentata dalla Consigliera comunale del PD Monica Canalis nella quale si sollecitava l’Amministrazione comunale ad intervenire su quell’area, nel contempo si sosteneva il progetto di intervento presentato da GreenTO, in palese contraddizione ad un ordine del giorno approvato nel febbraio di quest’anno dalla VII Circoscrizione (a maggioranza PD) che prevedeva una tutela radicale di quell’area. In sede della medesima Commissione veniva comunicata l’esistenza di una mozione di intenti  firmata da alcuni Consiglieri comunali del Movimento 5 stelle che chiedevano all’Amministrazione un intervento di tutela dell’area similare a quanto da noi auspicato (vedere di seguito). Nel Consiglio comunale del 24 luglio questa mozione è stata approvata dall’unanimità dei 26 votanti.
L'area situata all’interno del Parco del Meisino sino a metà novembre 2015 era di proprietà del Ministero della Difesa, in seguito era stata trasferita all'Agenzia del Demanio in attesa di essere ceduta definitivamente alla Città di Torino. La cessione a titolo gratuito è poi avvenuta il 27 ottobre 2016, a quella data secondo quanto affermato dal Vicesindaco Guido Montanari nel corso del Consiglio comunale del 7 novembre 2016, l’immobile risulta libero e non risulta alcuna forma di consegna o concessione a terzi sia pure in forma precaria.
Il Vicesindaco aveva poi affermato che: “l’intenzione dell’Amministrazione è quella di proseguire nell’ampliamento del parco, la riserva del Meisino è una delle più interessanti aree naturalistiche d’Europa, ottenuto il possesso del bene si procederà con gli opportuni sopralluoghi degli uffici per dare vita alle attività previsionali nell’ottica della salvaguardia delle caratteristiche naturali del luogo”. Il Vicesindaco ha poi proseguito: “Ho ricevuto dei proponenti (GreenTo) di un progetto di uso privatistico di quest’area, che prevede la realizzazione di 36 palafitte con zone di accoglienza ricettiva con cupole di 6 metri di diametro sollevate 4 metri da terra con relativi parcheggi e con tantissime attività per i cittadini   (tiro con l’arco, orti per anziani, pet therapy, attività per disabili, ecc.) la mia risposta è stata: di tutto ciò non ci interessa un altro Zoom, ........ se ci fosse qualche soggetto privato che proponga un utilizzo specifico degli edifici in muratura attualmente esistenti, con un’utilizzazione compatibile con l’importanza naturalistica dell’area, con una piccola attività ricettiva (cavalli, ecc.) che renda utilizzabili questi edifici attualmente abbandonati, credo che noi non avremmo nulla in contrario la sostanza è che quest’area deve consegnata ai cittadini e far parte del Parco”.
Come Comitato spontaneo abbiamo sin da subito auspicato che questa area fosse diventata uno spazio facente parte organica del Parco del Meisino, con l'abbattimento della recinzione e delle strutture murarie che non abbiano tutela storica o architettonica e che non siano strettamente necessarie e funzionali alla sua nuova funzione, proteggendo all’accesso libero la sola fascia confinante con il Po diventata negli anni luogo di nidificazione dell'avifauna che popola quella sponda del fiume, nonché la zona umida verso la confluenza, peraltro tutelata da normativa europea. Ogni attività anche “leggera” che si fosse inteso collocare in quel luogo, vista la centralità dell’area e la distanza dei fabbricati dagli spazi possibili per parcheggio, avrebbe portato inevitabilmente a far penetrare nell’area del Parco sia i veicoli a motore necessari per la gestione dell’attività che quelli di proprietà degli utenti della medesima.

Qualche passo indietro
Il Parco del Meisino a quindici anni dalla sua realizzazione è una splendida realtà che ha restituito alla Città un territorio che era in larga parte compromesso da discariche abusive. Esistono però ancora alcune presenze incompatibili con un parco rappresentate da insediamenti artigianali e depositi, in un'area che ricordiamo è riserva Naturale Speciale nonché facente parte integrante del Sistema delle Aree Protette della Fascia Fluviale del Po, all'interno del territorio riconosciuto recentemente come Riserva Biosfera Unesco.
All'interno del Parco esiste un'area chiusa confinante con il fiume Po in precedenza utilizzata come poligono e poi per parecchi decenni come galoppatoio militare, per poi essere completamente inutilizzata in questi ultimi anni. Dopo il passaggio alla Città si pone il problema di come utilizzare l'area evitando, come è successo in passato quando il Comune, a causa delle note ristrettezze economiche, cerchi qualcuno che sfruttando i ricavi economici derivanti da attività da realizzare in quel luogo, possa recuperare le somme investite. Per rimanere sulle sponde del Po gli esempi non mancano: la costruzione di una centrale idroelettrica alla Gran Madre funzionale agli interventi necessari per una tecnicamente improbabile navigabilità del fiume Po sino a Sassi, progetto fortunatamente  fermo per il ritiro dell'unica ditta che aveva partecipato e vinto la gara d'appalto; nonché l'insediamento di Zoom sull'area dell'ex Zoo nel Parco Michelotti.
Esponenti della passata Amministrazione comunale avevano più volte ripetuto che la Città non aveva ancora deciso sul da farsi, ma i segnali di una probabile futura privatizzazione dell'area c’erano tutti e da tempo.
Inspiegabilmente l'Agenzia del Demanio aveva affidato l'area per un anno a partire dal 30 novembre 2015 all'Associazione GreenTo "allo scopo di valutare la fattibilità di un recupero polifunzionale del luogo", secondo gli affidatari questa assegnazione avveniva a fronte di un parere positivo del Comune di Torino dell'ormai lontano 7 aprile 2014.
L'Associazione assegnataria nel periodo di affidamento, che a detta del suo presidente, aveva esborsato discrete somme per piccole manutenzioni e ipotizzava un progetto di interventi del valore di cinque milioni di euro.
L'elenco delle ipotesi di utilizzo emerse da articoli di stampa e da ammissioni dello stesso presidente dell'Associazione rispecchiano quelle illustrate dal Vicesindaco Montanari nel suo intervento in Consiglio comunale.
Contrariamente a quanto affermato dall’Assessore Montanari, se il Comune di Torino deciderà ancora di affidare la gestione dell'area a privati, chi si è visto consegnare l'area dal Demanio allo scopo di valutare la fattibilità di un recupero polifunzionale del luogo, quantomeno partirà avvantaggiato rispetto ad altri concorrenti, se poi per caso il concorrente sarà unico sarà difficile contestare la tesi di un bando cucito su misura.
Utilizzare spazi così grandi con una molteplicità di iniziative che presuppongono notevoli investimenti, vuol dire molte persone che devono raggiungere la parte centrale di un'area dove gli accessi carrabili aperti al pubblico sono abbastanza distanti, il risultato non potrà che vedere molte auto all'interno del parco.
Durante il possesso temporaneo da parte dell'Associazione GreenTo i segnali in questo senso non erano stati incoraggianti, venerdì 18 marzo 2016 alle ore 16 in piena fase di "studio di fattibilità" in una parte marginale dell'ex galoppatoio, oltre ad un gruppo di persone attorno ad un bersaglio per il tiro con l'arco, avevamo visto parcheggiate all'interno dell'area due auto e una motocicletta, il tutto a pochissimi metri dal grande parcheggio del cimitero di Sassi.
(B. Morra – agosto 2017)
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Piazza Giovanni dalle Bande Nere a Sassi Sassi – Parcheggiare in piazza Giovanni dalle Bande Nere

Parcheggiare in piazza Giovanni dalle Bande Nere può essere problematico ma anche pericoloso.
Sin dall’intervento di realizzazione della rotatoria dell’autunno 2004 avevamo segnalato ad Assessorato alla Viabilità e alla Circoscrizione una criticità venutasi a creare con la possibilità di svoltare (nel percorso dal corso Casale verso strada Mongreno in direzione collina) passando a destra della rotatoria, questo passaggio estremamente ampio veniva spesso percorso a forte velocità con rischio incidenti (puntualmente verificatisi) in particolare nei confronti di chi usciva in retromarcia dal parcheggio. Questa area avrebbe potuto essere meglio utilizzata riservandola completamente a parcheggio e non alla svolta. Questo era quanto avevamo chiesto e con un intervento realizzato dal Settore Viabilità del Comune a fine ottobre/inizio novembre si è cercato di realizzare.
In un primo tempo ci era stato proposto l’installazione di un dosso, ipotesi rifiutata da chi abita nei pressi. Avevamo proposto in alternativa di restringere l’accesso cosa oggi fatta nel limite del possibile, il passaggio rimane comunque abbastanza ampio e troppo spesso il transito verso la rotatoria viene scoraggiato dal parcheggio in doppia fila a fianco dell’Ufficio Postale, restringendo di molto il passaggio già non amplissimo.
Ci pare di rilevare comunque un leggero aumento del passaggio attraverso la rotatoria e una riduzione della velocità dei veicoli che continuano a passare in quello che, anche in funzione della segnaletica, dovrebbe essere solo un’area di parcheggio, questo dovrebbe ridurre il rischio di incidente con i veicoli che manovrano per uscire dal parcheggio.

Gli antefatti
Dopo parecchi anni di segnalazioni finalmente la Circoscrizione nel giugno 2015 ci aveva presentato una prima ipotesi di soluzione realizzata dagli uffici del Settore Viabilità, tale ipotesi prevedeva la limitazione dell’accesso all’area di parcheggio attraverso una segnaletica orizzontale (strisce bianche sull’asfalto) e la posa di un dosso prima del passaggio pedonale.
Avevamo ritenuto questa soluzione non adeguata a risolvere il problema, si era pertanto provveduto a inviare una contro proposta (vedere lettera) che ritenevamo di pari costo.
La nostra ipotesi non prevedeva il posizionamento del dosso, ma unicamente (oltre alla comunque necessaria modifica della segnaletica verticale) il restringimento fisico della bretella (anche provvisorio mediante i “panettoni”) tale da permettere l’accesso al parcheggio scoraggiando però il solo transito che doveva avvenire solo attraverso la rotatoria.
Come si può vedere dalla nostra proposta abbiamo anche richiesto di valutare la possibilità di utilizzare a parcheggio l’area di fronte all’Ufficio Postale in previsione della allora programmata e poi avvenuta eliminazione della cabina telefonica. Inoltre avevamo anche segnalato la necessità di intervenire sulla bretella in merito al problema che si verifica durante forti temporali quando lo scolo delle acque piovane, viene deviato dai pneumatici delle auto parcheggiate contro il marciapiedi, dalla strada verso le cantine dei palazzi.
A metà dicembre 2015 il Comune aveva modificato la segnaletica che prevedeva la svolta nello svincolo e spostato prima della rotatoria quella che indica la clinica Maria Pia. Ovviamente questo primo passo non aveva modificato le abitudini di chi transitava verso la parte alta di strada Mongreno. Siamo rimasti pertanto in attesa degli ulteriori interventi, poi realizzati questo mese.
(B. Morra – dicembre 2017)
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Cantiere per collettore a Borgata Rosa Borgata Rosa - Continuano i lavori preliminari per la realizzazione di un canale nero

Nel marzo 2015 erano iniziati i lavori in piazza Modena e precisamente in strada al Cimitero di Sassi, si trattava di un primo cantiere per la realizzazione di un tratto del collettore per acque nere, un intervento piuttosto lungo e impattante dal costo di quasi 2,4 milioni di euro, che interesserà per diverso tempo una parte marginale di Borgata Rosa, il Parco del Meisino e che prevede l’attraversamento di via Agudio e del corso Don Luigi Sturzo.
A quasi un anno di distanza il cantiere blocca ancora strada al Cimitero di Sassi con la riduzione di una corsia di via Agudio con significativi problemi alla circolazione stradale.
A Borgata Rosa metà della piazza prospiciente quella che era la ex filanda continua ad essere chiusa e occupata da baracche di cantiere per le imprese che lavoreranno per SMAT.
Il tratto in costruzione va dall’attuale cantiere in strada al Cimitero di Sassi sino al piazzale della scuola Villata (vedere la planimetria del progetto) come potete vedere un lotto successivo attraverserà il parco del Meisino.
(B. Morra - febbraio 2016)
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Corso Casale 447 a Borgata RosaPrestiamo attenzione ai rischi connessi ad interventi sul nostro territorio, a volte ritornano!

E’ sempre opportuno prestare attenzione a cosa succede sul territorio dove abitiamo, dobbiamo essere “osservatori attenti” per evitare che interventi legati a interessi economici personali finiscano per creare situazioni di grave danno al territorio e disagio ai residenti. Portiamo come esempio un tentativo fortunatamente a suo tempo sventato, ma che potrebbe essere nuovamente riproposto. Nei giorni 30 ottobre e 6 novembre 2014 si erano tenute in Comune due Commissioni consiliari aventi come oggetto: CONVENZIONE PER LA REALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA PER LO SVAGO E LA RISTORAZIONE MEDIANTE RIQUALIFICAZIONE E AMPLIAMENTO DI IMMOBILI ESISTENTI IN TORINO, CORSO CASALE N. 447.
L’allora Assessore all’Urbanistica aveva ritenuto opportuno portare questa convenzione all’attenzione delle Commissioni consiliari prima di procedere all’approvazione della delibera in giunta, ritenendola comunque un provvedimento che poteva avere delle criticità, nel corso della seconda riunione erano emersi infatti aspetti preoccupanti  rispetto al luogo e ai problemi che avrebbe potuto portare quella struttura a buona parte dei residenti della Borgata Rosa.
Si tratta di un’area ex deposito di materiale edile ubicata al fondo della borgata di fronte alla sede dell’IPLA, dove due tettoie ormai cadenti e oggetto di sanatoria da parte della precedente proprietà, negli ultimi anni erano state ristrutturate, pensiamo proprio in funzione della proposta avanzata alla città e discussa in quelle due sedute delle Commissioni consigliari.
La proposta era quella di realizzare su un’area con accesso dal corso Casale, che in buona parte il piano regolatore destina a Parco, una struttura comprendente bar gelateria, ristorante e cosa più preoccupante sala da ballo con capienza di 800 persone più due parcheggi in aree limitrofe. Oltre le tettoie esistenti si prevedeva di realizzare nuovi fabbricati per circa 1540 mq, mentre due parcheggi  avrebbero occupato aree, sempre destinate a Parco, per oltre 1400 mq.
Presupposto per autorizzare questo intervento era la funzione di servizio pubblico della struttura, giustificata dalla messa a disposizione di alcuni spazi in giorni ed orari stabiliti gratuitamente o a prezzi scontati.
La grande maggioranza dei Consiglieri comunali intervenuti, in particolare nel corso della commissione del 6 novembre 2014, avevano espresso la loro contrarietà a questo intervento, giudicandolo non compatibile con quel luogo. Fortunatamente l’Assessore all’Urbanistica non diede poi corso a quella proposta.
(B. Morra – aprile 2017) 
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Raccolta differenziata dei rifiuti – A fronte della volontà di estendere il porta a porta rimane un sistema di premialità sbagliato

L’avvio nel 2005 della raccolta differenziata dei rifiuti denominata “porta a porta” sul territorio di riferimento del nostro Comitato (Borgata Rosa – Sassi) ci aveva visti fra i pochi favorevoli a questa nuova pratica, da tempo denunciavamo la penosa situazione della raccolta stradale (nell’immagine uno scorcio dei contenitori a fianco della chiesa parrocchiale di Sassi). Purtroppo l’estensione ad altre parti della città del porta a porta ha segnato il passo, fermando così il risultato complessivo della raccolta differenziata su un deludente 42,8% (dato 2015) che media fra le percentuali delle aree con il porta a porta (dal 53 al 65%) con quelle dove viene praticata la raccolta stradale ( dal 27,8 al 35%).

La mancata riduzione della TARI 
Fra gli esperti è opinione comune che il raggiungimento di elevati livelli di raccolta differenziata si ottengono con il porta a porta coniugato ad un sistema di premio per i comportamenti virtuosi e sanzionatorio per i trasgressori. Ovviamente deve rimanere come obiettivo primario quello della riduzione dei rifiuti prodotti.
L’adozione di uno strumento di premio/sanzione era stato richiesto con lettera del Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere del 6 settembre 2005 all’allora Vice Sindaco Calgaro. Dove è stato istituito il porta a porta ci attendavamo una riduzione della tassa rifiuti, in questi anni i residenti dei territori dove si pratica il porta a porta hanno contribuito a fare risparmiare ai contribuenti le sanzioni previste per il mancato raggiungimento dei livelli previsti per legge, oltre ad avere contribuito in modo determinante ai ricavi derivanti dalla vendita dei materiali per i quali avremmo dovuto pagare per mandarli in discarica ed oggi pagare ancor di più per bruciarli.  Nel 2015 avevamo appreso con soddisfazione che finalmente si stava avviando nella nostra Città un progetto di stimolo economico alla raccolta differenziata dei rifiuti, ma la decisione fu quella di praticare uno sconto del 10% sulla parte fissa della TARI a sole due aree della città, una dove veniva praticato il porta a porta e una dove si era mantenuta la raccolta stradale, il criterio era quello di premiare l’incremento di raccolta differenziata rispetto all’anno precedente. Questa decisione sollevò immediatamente la perplessità del Coordinamento dei Comitati spontanei di quartiere prontamente illustrate agli Assessori comunali competenti che si sono susseguiti in questi anni. Nel 2016 la riduzione della TARI per il porta a porta ha premiato l'incremento del 16,6 % della raccolta in Crocetta, dove però è stato confrontando un periodo (2014) con raccolta in parte stradale, con i primi 6 mesi 2015 con raccolta porta a porta, certamente un buon sistema per vincere facile!

I dati 2012 - 2015
Il nostro territorio (raggruppato sotto il nome Madonna del Pilone) è stato per questi anni con alti livelli di raccolta differenziata ma in progressiva decrescita (il dato AMIAT 2012 ci vedeva al 68,4%, nel 2015 siamo scesi al 64,7%), stesso fenomeno si registra  su altre aree della città nel periodo 2012 – 2015 (a Barca – Bertolla – Regio Parco si passa dal 62,7 al 57,3%; a Rebaudengo - Pietra Alta – Falchera – Villaretto dal 59,6  al 55,1%, a Madonna di Campagna dal 56,2 al 53,1%). Sicuramente la mancata adozione per molti anni di un sistema di premialità e l’adozione in questi ultimi anni di un sistema che riteniamo errato ha contribuito alla disaffezione di molti residenti alla pratica della raccolta differenziata con ricadute sulle quantità e sulla qualità dei materiali differenziati, purtroppo sento dire: “chi me lo fa fare” (ricordo che oltre l’impegno giornaliero buona parte dei condomini con il porta a porta devono sopportare, oltre ad un tributo in costante aumento, anche il costo economico aggiuntivo della esternalizzazione dei contenitori).

La proposta
Si ha motivo di ritenere che uno stimo possibile sia quello di coinvolgere con il premio più aree, e visto che esistono problemi di bilancio utilizzando anche i proventi derivanti dalle, da noi sempre auspicate, sanzioni dei comportamenti scorretti.
Il Coordinamento  dei Comitati spontanei di quartiere con una petizione al Consiglio comunale illustrata alla Commissione consigliare competente il 28 febbraio 2017 oltre a richiedere l’estensione del porta a porta a tutta la città, ha richiesto di premiare provvisoriamente tutte le aree che superano il 60% fra quelle che praticano il porta a porta e il 30% per la raccolta stradale. Purtroppo questa richiesta non è stata ascoltata, nella delibera del 30 marzo scorso il Consiglio comunale ha deciso che per il 2017 verrà adottato lo stesso sistema di premialità utilizzato in questi ultimi anni. Pertanto non verranno premiati con lo sconto sulla parte fissa della TARI, i due quartieri con il più alto livello di raccolta differenziata, ma quelli che hanno avuto il maggior incremento e precisamente Nizza Millefonti per il porta a porta e Cit Turin per la raccolta stradale.

Una speranza
Ci auguriamo per i motivi sopra esposti che si giunga presto ad estendere il porta a porta a tutta la città tanto da potere adottare le modalità di premio/sanzione in modo uniforme e possibilmente a livello condominiale.
In questi anni abbiamo sentito dire che estendere il porta a porta è difficile/impossibile perché Torino è una città grande con un centro storico dove è complicato adottare questa pratica, se la città di Novara, anche lei con un suo centro storico, nel 2015 ha raggiunto il 70%  pensiamo che lo si possa/debba fare anche a Torino! Restiamo comunque fiduciosi che i residenti del nostro territorio comprendano, al di la del possibile sconto sulla tassa, l’importanza per l’ambiente di una gestione corretta dei rifiuti che produciamo, continuo a ritenere che la pratica dell’incenerimento sia costosa e deleteria per la salute delle persone, l’obbiettivo primario resta quello di ridurre i rifiuti e il secondario il recupero spinto dei materiali, si può fare!
(B. Morra – maggio 2017)
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Via Biamino a Borgata RosaVia Biamino, una strada dimenticata

A Borgata Rosa una piccola strada: via Ettore Biamino, fatica ad entrare nel novero della viabilità comunale dopo ben 49 anni dalla sua comunalizzazione.
Il nostro Comitato ha iniziato a segnalare il problema di via Biamino a partire dal maggio del 2002; la VII Circoscrizione con lettera del 29 maggio 2003 all’allora Dirigente del Suolo Pubblico Nuove Opere citava via Biamino fra gli interventi prioritari, nel 2004, avevamo saputo che l’intervento era stato inserito nel “lotto 10”. Finalmente all’inizio del 2009 a margine di altri interventi effettuati a Borgata Rosa, si è eseguito un intervento tampone consistente nella livellatura e posa di un manto di asfalto.
Sin da subito avevamo notato che non era stato eseguito un raccordo con le asfaltature già presenti alle testate della via, verso il corso Casale e la via Piovà.
Questi due punti nel corso dei 5 anni ormai trascorsi dall’intervento tampone si sono ulteriormente degradati, in particolare nel tratto verso il corso Casale.
Inoltre la via in particolare soffre dell’assenza di opere di raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche, in funzione delle pendenze la via Biamino raccoglie le acque provenienti dal corso Casale e le indirizza nella via Piovà.
Ogni anno il Comitato inserisce via Biamino fra i punti critici della viabilità segnalati ad Assessorato e Circoscrizione, recentemente un residente ha sollecitato all’Assessorato un intervento sulle buche presenti in particolare sull’estremità verso il Corso Casale.
Con stupore ha ricevuto la seguente risposta: “In via Biamino era stato eseguito un intervento tampone con la manutenzione straordinaria in attesa di un lavoro definitivo appartenente ad un elenco di interventi di strade da comunalizzare in attesa di copertura finanziaria. La Circoscrizione 7 monitorerà lo stato del suolo al fine di rimuovere eventuali situazioni di pericolo”.
Lo stupore deriva dal fatto che questa via è catalogata al numero 157 dell’Elenco delle Strade Pubbliche del Dicembre 1964, ci chiediamo come l’intervento definitivo in questa via debba essere inserito dopo 49 anni dalla sua comunalizzazione in un elenco di strade da comunalizzare!
A fine 2014 sono state riempite solo le buche che potete vedere nella fotografia verso la via Piovà, e non quelle dal lato del corso Casale. Via Biamino rimane una strada dimenticata.
(B. Morra – febbraio 2016)
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Incidente in Corso CasaleUna petizione al Consiglio comunale sulla velocità dei veicoli a Borgata Rosa e in particolare sul corso Casale

Ormai da oltre 15 anni il nostro Comitato segnala periodicamente all’Amministrazione comunale le criticità evidenziate dai residenti con particolare attenzione a quelle legate alla viabilità, è stato anche adottato lo strumento delle petizioni al Consiglio comunale, alcune delle quali hanno portato anche qualche risultato. Ricordiamo fra le altre quella per la realizzazione un passaggio ciclo pedonale sul ponte diga e la cosiddetta “curva delle cento lire”, sui marciapiedi di corso Casale a Borgata Rosa e sulle problematiche di strada Mongreno a Sassi.

Ora si è deciso di riproporre una petizione sulla problematica della velocità dei veicoli in Borgata Rosa e in particolare in corso Casale.

Il titolo della petizione:
RICHIESTA DI INTERVENTI AL FINE DI LIMITARE LA VELOCITA’ DEI VEICOLI E IL RISPETTO DEGLI IMPIANTI SEMAFORICI IN BORGATA ROSA, CON PARTICOLARE ATTENZIONE AL CORSO CASALE
arte descrittiva:
Per salvaguardare l’incolumità degli abitanti richiediamo all’Amministrazione Comunale di adottare con urgenza misure di moderazione del traffico atte a limitare la velocità dei veicoli e il rispetto degli impianti semaforici in Borgata Rosa con particolare attenzione al tratto del corso Casale che attraversa la borgata, nonché fare effettuare controlli sistematici da parte della Polizia Municipale. Si richiede inoltre venga realizzata la zona 30 nelle vie interne alla borgata utilizzate esclusivamente dal traffico residenziale e in alcuni tratti già con limite dei 30 Km/h.

In Borgata Rosa 4 esercizi commerciali hanno gentilmente accettato di fare da punto di raccolta delle firme, pertanto si può firmare presso: la macelleria; la rivendita di giornali; la tintoria e la ferramenta. Possono firmare: i residenti a Torino che hanno compiuto 16 anni, necessita indicare sul modulo anche il numero di un documento di identità (preferibilmente la carta di identità).

Il progetto sicurezza 2014
In questi ultimi anni le nostre segnalazioni evidenziavano le problematiche da noi ritenute prioritarie in quanto implicano la sicurezza delle persone. Nel 2014 avevamo voluto evidenziarle ulteriormente segnalandole con un documento specifico denominato “Progetto sicurezza 2014”.
Come potete vedere dalla lettera e il suo allegato avevamo ribadito la nostra richiesta di creare una zona 30 (con interventi di moderazione del traffico) sulla viabilità interna  di borgata Rosa e di Sassi, inoltre avevamo individuato alcuni punti critici (nell’immagine uno di questi, corso Casale) dove vengono richiesti interventi strutturali e maggiori controlli da parte della Polizia Municipale, per questo motivo la nostra segnalazione era stata inviata, oltre che all’allora Assessore alla Viabilità e al Coordinatore competente della VII Circoscrizione, anche al suo Comandante. Dopo poco tempo il Comandante della Polizia Municipale aveva ritenuto opportuno ascoltare di persona le nostre osservazioni, dopo il nostro colloquio avevamo notato un incremento dei controlli della velocità in via Agudio, in seguito i controlli ci risultano alquanto diradati. Il progetto in seguito era stato da noi presentato il 25 febbraio 2015 alla II Commissione della VII Circoscrizione convocata appositamente per affrontare i problemi di viabilità di Borgata Rosa e Sassi, la discussione si era soffermata particolarmente sulla nostra richiesta di realizzare un attraversamento pedonale regolato da impianto semaforico a richiesta su via Agudio all’altezza di via Metastasio. Dall’Assessorato alla Viabilità ad oltre tre anni non abbiamo ricevuto nessun riscontro alla nostra lettera, abbiamo ripresentato l’elenco delle criticità del nostro territorio alla nuova Amministrazione comunale che si è insediata  nel 2016, nella speranza di ottenere maggior ascolto.
(B. Morra – novembre 2017)
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Inquinamento atmosfericoCosa respiriamo in oltre Po?

Nel mese di ottobre del 2013 l'Associazione Ambientalista Pro Natura Torino aveva segnalato all'Assessore all'Ambiente che molti residenti nella parte bassa della collina e in particolare della parte piana dell'oltre Po lamentano, particolarmente nei mesi invernali, la sensazione di livelli di inquinamento dell'aria maggiori di quelli che loro stessi possono riscontrare spostandosi in altre parti della città.
Sicuramente tutto l'oltre Po Torinese, da  Borgata Rosa al confine con Moncalieri, soffre anche di problemi legati all'elevato traffico che grava sui corsi Casale, Moncalieri, Quintino Sella e Giovanni Lanza, in parte dirottato su quelle direttrici anche dalla presenza mattutina della ZTL.
Nella lettera Pro Natura  si avanzava il dubbio che quella parte della città possa anche soffrire di un fenomeno di accumulo di fattori inquinanti spostati dall'azione della ventilazione verso la collina, soprattutto in situazione di bassa pressione, non riuscendo ad espandersi oltre i rilievi collinari stagnino e si concentrino in quell'area. Questa ipotesi potrebbe essere avvalorata dal fatto che la media annuale delle rilevazioni  della direzione del vento della città di Torino (aeroporto Torino Caselle) danno come indicazione la direzione Est- Nord Est.
Non risulta siano stati effettuati in passato rilevamenti su questa parte di territorio, si ritiene pertanto che la Città debba avere un quadro il più preciso dei livelli di inquinamento presenti sul suo territorio, questo per potere adottare adeguati provvedimenti atti alla tutela della salute dei cittadini (compito prioritario di ogni Amministrazione Comunale) per questi motivi Pro Natura Torino aveva sollecitato l’Amministrazione comunale a fare svolgere il più presto possibile indagini atte a verificare i livelli di inquinamento atmosferico nell'oltre Po. Nonostante i solleciti e come ormai troppo spesso succede: nessuna risposta in merito!
(B. Morra – febbraio 2016)
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Circolo 155 a Borgata Rosa Borgata Rosa - mattinate domenicali nuovamente silenziose

Fortunatamente il problema che aveva in passato afflitto numerosi residenti di Borgata Rosa da noi definito “Musica molesta”, non si è più verificato dopo la giornata del 12 febbraio scorso. Seppure in forma diversa e molto meno pesante del passato, l’attività “ricreativa” del club privato di via Nietzsche, rinato come “Circolo 155” era ripresa il 27 novembre 2016, era poi proseguita il 26 dicembre (Santo Stefano) sempre con una attività definita “after party”, purtroppo si era ritornati alla musica techno con orario continuato dalle 6 del mattino sino a mezzogiorno, e nelle giornate festive non è certo piacevole essere svegliati alle 6.
Nel recente passato, dopo la notte fra il 28 e il 29 agosto 2015 non si erano più riscontrati i seri problemi di disturbo pubblico notturno, provocati da anni dall’attività del club privato Silverado, finalmente chiuso a seguito dei provvedimenti adottati dalla Magistratura su richiesta della Polizia Municipale. I residenti di Borgata Rosa e non solo, si auguravano che questi tormenti notturni ma anche pomeridiani avessero finalmente avuto fine, purtroppo non era stato così, dopo quasi un anno di tranquillità a metà luglio 2016 era ripreso il disturbo notturno dovuto al circolo privato denominato quella volta Club 555, sempre ubicato in via Nietzsche 155/20. Era cambiata la musica da techno a latino-americana, forse meno allucinante ma a quei volumi sino alle 6 del mattino avevano indotto molti residenti a protestare, tanto da coinvolgere la Polizia Municipale. Fortunatamente questa nuova attività notturna era poi cessata a metà agosto.
Ci auguriamo quanto meno che future eventuali iniziative in quel locale si mantengano ad orari e volumi sonori più accettabili come successo ultimamente.

Gli antefatti
Dalla primavera del 2013 con l’apertura di un club privato situato nel bel mezzo del Parco del Meisino, denominato “Silverado” si erano riproposti gli stessi problemi già riscontrati negli anni 2008 - 2009 con il locale “Sound Factory” che aveva sede nello stesso luogo, locale poi chiuso dopo segnalazioni, denunce, rilevazioni fonometriche, interventi della Polizia Comunale e di Stato.
A fine luglio 2014 avevamo appreso che anche questa attività, dopo innumerevoli segnalazioni di residenti alla Polizia Municipale e non solo, era stata posta sotto sequestro giudiziario. Avevamo anche saputo in seguito che il sequestro faceva riferimento non al pesante disturbo della quiete pubblica, ma ad alcune irregolarità amministrative poi risolte, pertanto l’attività era ripresa il primo dicembre 2014 con inizio alle 5 del mattino della domenica. Anche se il disturbo risultava inferiore rispetto ai mesi estivi in quanto l'attività si svolgeva all'interno e per un numero limitato di ore. Inoltre in inverno in casa si tengono le finestre chiuse, ma tutti temevano che il problema nella sua massima gravità avrebbe potuto  ripresentarsi nei mesi estivi.
L’attività a ritmi ridotti era proseguita sino a metà gennaio 2015, poi era stata nuovamente interrotta a seguito di una ingiunzione da parte degli uffici comunali, questa volta legata ad una serie di misurazioni fonometriche. Purtroppo vi era stata una nuova ripresa dell’attività a Pasqua 2015 con il solito orario a partire dalle 5 del mattino, infine domenica 12 aprile una “non stop” dalle 15 alle 24, questa volta in esterno con ripercussione sul sistema nervoso di parecchi residenti e conseguenti telefonate alla Polizia Municipale. L’attività era poi proseguita saltuariamente sino alla chiusura obbligata di fine agosto.
Non abbiamo nulla contro le attività che possono insediarsi all’interno o ai margini del parco, purché rispettino l’ambiente e abbiano tutti i requisiti per potere essere compatibili con quegli spazi alquanto delicati che abbiamo tutti l’obbligo di tutelare (nell’immagine uno scorcio del Parco). Ne' abbiamo nulla contro la musica a meno che questa diventi disturbo e ossessione per centinaia di cittadini come è avvenuto per troppi anni fra i residenti di Borgata Rosa, Sassi e Vanchiglietta, dove i residenti hanno subito di pomeriggio e di notte, spesso sino alle 6 a volte sino alle 10 del giorno dopo, prima musica elettronica a tutto volume e ora stanno subendo quella latino-america sempre a tutto volume.
Sono in particolare le vibrazioni delle frequenze basse che risultano devastanti, mettono in risonanza le strutture delle abitazioni; la maggioranza delle persone non sente musica, che può risultare più o meno piacevole a seconda dell’età e dei gusti musicali, ma vibrazioni prodotte dal ripetersi ossessivo e sempre uguale del suono della batteria generato elettronicamente. Vibrazioni che entrano nelle stanze e nella testa di chi vuole dormire, anche con le tapparelle abbassate, finestre dotate di doppi vetri ermeticamente chiuse.
(B. Morra – aprile 2017)
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Strada Meisino 11 a Borgata RosaBorgata Rosa - Strada del Meisino tratto iniziale fra i civici 1 e 23 – il problema dei marciapiedi mancanti

Il tratto di strada in questione è un importante punto della viabilità interna della borgata Rosa, in particolare, oltre a presentare un significativo traffico veicolistico, viene utilizzato come unico transito pedonale per i residenti della via verso il corso Casale e dai residenti della parte nord della borgata per raggiungere la chiesa, l'oratorio, il parco del Meisino, la polisportiva e il maneggio.
Comunalizzata nel maggio 2000, nel 2002 il Comune decideva di inserire il tratto di via in oggetto nello stanziamento (lotto 5) per gli interventi di sistemazione.
Parte dei lavori di sistemazione di quel tratto di via, sono poi stati realizzati fra la fine 2004 e inizio 2005, mancano ancora i marciapiedi per un lungo tratto della strada (dal civico 10 sino a prima della chiesa su entrambi i lati) e in particolare in corrispondenza della curva che è il tratto più critico per la sicurezza dei cittadini. Da allora questo problema è stato evidenziato dal nostro Comitato nelle note annuali trasmesse ad Assessorato e Circoscrizione. Nell’aprile 2005 nella rubrica Specchio dei tempi l'allora Assessore Maria Grazia Sestero, rispondeva ad un lettore poneva il problema della realizzazione dei marciapiedi interrotta a metà. Ecco il testo della risposta dell'Assessore: <<A proposito della protesta di un lettore per i lavori lasciati a metà in strada del Meisino, si chiarisce che il completamento dei marciapiedi nel tratto tra l'incrocio di corso Casale e l'ingresso della zona destinata a Parco verrà attuato con un successivo intervento, in seguito all'acquisizione al patrimonio comunale di alcune particelle di terreno attualmente ancora private>>.
A distanza di oltre undici anni non solo non sono stati completati i marciapiedi, ma negli ultimi anni su quel tratto di strada sono stati attuati interventi seppur legittimi da parte di privati che renderanno, a nostro giudizio, sempre più difficile la realizzazione degli interventi definitivi ormai da troppo tempo promessi. Si è provveduto a creare su terreni di loro proprietà delle aree ecologiche per collocare i contenitori dei rifiuti, interventi resi necessari, secondo quanto ci è stato segnalato, per uno degli edifici da precise  richieste di AMIAT, In pratica si è verificata, a causa del mancato intervento di sistemazione da parte del Comune su questo tratto di strada, una riappropriazione di alcuni spazi prima in parte utilizzati come parcheggio,  da parte dei loro legittimi proprietari.
Come affermato a suo tempo il mancato completamento degli interventi di sistemazione era derivato dal non avere effettuato degli espropri per pubblica utilità, gli interventi progettati prevedevano in quel tratto un parziale recupero del dislivello fra strada e abitazioni, se questi interventi si fossero realizzati a tempo debito probabilmente non sarebbe sorta l’esigenza di creare spazi per sistemare i contenitori dei rifiuti.    
Infine logica avrebbe voluto che a seguito di un intervento di pubblicizzazione e a fronte di un progetto di sistemazione, anche se eseguito parzialmente, l'Assessorato alla viabilità e quindi la Città, avrebbe dovuto vincolare tutti gli interventi successivi sia da parte dell'Amministrazione o da parte di privati, qualora avessero voluto farsene carico, a quel progetto.
Da parte nostra abbiamo continuato ad evidenziare questa situazione paradossale, nella consueta segnalazione annuale inviata dall'Assessorato alla Viabilità; attendiamo ancora di conoscere quali soluzioni si intende adottare per rendere più sicuro il passaggio pedonale su questo tratto di strada.
(B. Morra – ottobre 2016)
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Strada Mongreno a SassiPermangono i problemi di viabilità a Sassi

Mercoledì 3 aprile 2013 alla presenza dell’Assessore alla Viabilità, dei tecnici del Settore Viabilità e alcuni Consiglieri comunali, nel corso di una seduta della II Commissione Consigliare era stata presentata dai tre primi firmatari, la petizione promossa dal Comitato spontaneo di quartiere di Borgata Rosa e Sassi che aveva raccolto 358 firme.
Nella petizione (il testo si può leggere nel volantino che aveva lanciato l’iniziativa) si richiedeva al Comune di adottare misure per limitare la velocità dei veicoli sulla viabilità interna di Sassi e in particolare su strada Mongreno nel tratto che va dal corso Casale al bivio con strada Cartman, su parte di questo tratto è già vigente il limite di velocità dei 30 Km/h, che però abitualmente non viene rispettato, ne fatto rispettare. Su questo tratto di strada avevamo richiesto maggiori controlli da Parte della polizia Municipale.
Il problema della velocità dei veicoli era già stato sollevato da alcuni residenti sin dal 1987, erano seguite due raccolte firme nel 2001 e nel 2003, che avevano ottenuto gli interventi di sollevamento dei due passaggi pedonali nei pressi delle scuole elementare e materna, dell’istituzione del limite di velocità su un tratto di 240 metri, poi portato a 590 metri nel 2012.
Nel corso della presentazione della petizione è stato messo in evidenza anche il problema della velocità dei veicoli sui tratti collinari delle strada Mongreno e Cartman.
In quella sede ci era stato detto che difficilmente verranno realizzati interventi strutturali diffusi sulla viabilità interna di Sassi (creazione di “zona 30”), questo perché questa tipologia di intervento richiede notevoli investimenti, e al momento si privilegeranno situazioni cittadine con maggiori criticità. Sappiamo che in Italia e nel mondo vi sono numerose esperienze di interventi di moderazione del traffico realizzati a basso costo, ma ormai la le parole “mancanza di risorse” sono diventate un buon sistema per bloccare ogni riflessione sulla possibilità di risolvere qualsiasi problema posto dai cittadini.
Ci auguriamo ancora che la petizione del 2013 e le nostre successive segnalazioni come il “Progetto sicurezza 2014”, contribuiscano comunque alla realizzazione di interventi anche parziali che limitino la velocità dei veicoli e un maggiore controllo da parte della polizia Municipale.
(B. Morra – febbraio 2016)
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Area giochi di Borgata RosaLe conseguenze degli atti vandalici nell’area giochi del parco del Meisino

Nella serata di domenica 15 aprile 2012 sconosciuti avevano danneggiato con il fuoco una delle attrezzature (il castello) presenti nell’area giochi del parco del Meisino, ubicata ai margini di Borgata Rosa e parecchio frequentata.
Il settore Verde Pubblico del Comune ci aveva comunicato che è la seconda volta che questo gioco viene danneggiato e stante le scarse risorse a disposizione sarebbe stato difficile porre rimedio in tempi brevi a questi danni, tanto che ancora oggi, dopo oltre tre anni il danno non è stato ancora riparato, e tutto è rimasto come si può vedere nell’immagine dell’autunno 2012.
Proprio per il rischio di atti vandalici, in passato il Comune non aveva ritenuto opportuno realizzare l’area gioco per una fascia d’età superiore, peraltro prevista nel progetto iniziale del Parco.
La mancanza di fondi ma anche il timore che ogni intervento venga poi vanificato da atti vandalici, ha impedito in questi anni di realizzare (nonostante le ripetute richieste e una raccolta firme) una struttura che offrisse un poco di ombra, la mancanza della quale limita l’utilizzo dell’area giochi in parte delle giornate estive, ma ormai ci stiamo rassegnando ad attendere la crescita degli alberi. Il danneggiamento e la distruzione della cosa pubblica sono un triste fenomeno e a chi li compie poco può importare della nostra condanna, vorremmo solo chiedere a loro di immaginare cosa avrebbero provato se qualcuno, quando erano più piccoli, avesse distrutto un loro gioco.
I piccoli frequentatori dell’area giochi nel 2012 hanno provato la stessa cosa!
(B. Morra – febbraio 2016)
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Strada SassiStrada Sassi - La risposta alle nostre richieste

Il problema era stato sollevato da tempo, anche in alcuni incontri indetti dalla VII Circoscrizione, da alcuni residenti di strada comunale di Sassi (un tratto di strada pubblica con unico sbocco in strada Mongreno) che frequentano abitualmente le riunioni del nostro Comitato.
Dopo avere verificato sul luogo, nel maggio del 2009 avevamo ritenuto opportuno intervenire con una lettera inviata all'Assessore alla Viabilità.
Effettivamente i residenti lato numeri pari sono impossibilitati a sostare anche solo brevemente nei pressi delle loro abitazioni, mentre i condomini dei civici dispari dispongono di spazi privati esterni adeguati. In totale assenza di spazi regolamentati vige il parcheggio selvaggio che spesso ostruisce l'uscita dai portoni dagli interni e limita il movimento dei mezzi dell'AMIAT.
La situazione anomala era stata riconosciuta nella lettera di risposta dell'allora Assessora M.G. Sestero, infatti il Piano Regolatore prevede una sezione stradale più ampia con spazio per parcheggio e marciapiedi, ma per realizzarli bisognerebbe espropriare e questo pensiamo proprio che non potrà avvenire causa la carenza di fondi.
Dall'Assessorato avevano risposto che non avrebbero fatto nulla, noi pensavamo e pensiamo che sia possibile creare almeno un paio di posti macchina per sosta a tempo limitato (tipo carico e scarico) in punti dove non si creino problemi ai mezzi AMIAT e a chi deve accedere ai carrai o agli interni, regolamentando il transito dei residenti con un segnale di diritto di precedenza per uno dei due sensi di marcia.
Così si potrebbe (giustamente) sanzionare solo chi crea realmente dei problemi alla circolazione.
Anche il degrado del manto stradale, peraltro comune a molte strade di Borgata Rosa e Sassi, non era stato ritenuto così grave da rendere necessario un intervento a tempi brevi.
Anche grazie alle nostre segnalazioni, nel maggio 2012 era stata almeno riasfaltata la parte finale della strada, quella che si trovava nelle condizioni peggiori.
Il nostro Comitato nelle periodiche segnalazioni sui problemi della viabilità di Sassi indirizzate all’Assessore alla Viabilità e alla Circoscrizione, a continuato in questi anni e continuerà a porre all'attenzione l'esistenza di questi due problemi, fiduciosi che si debba trovare qualche soluzione per rendere meno complicata la vita delle persone.
(B. Morra - febbraio 2016)
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Buche a Borgata RosaBuche sulle strade, a Borgata Rosa rimane il problema di via Cafasso, a Sassi risolto quello in via Agudio

A metà aprile era stato eseguito un intervento parziale di asfaltatura in via Agudio fra le piazze Coriolano e Modena sulla carreggiata lato collina, un tratto che era in condizioni veramente terribili e pericolose non solo per danni a pneumatici e ammortizzatori, ma tali da rendere a rischio l’incolumità fisica dei motociclisti, a fine giugno  è stato completato l’intervento sino a piazza Pasini, inoltre  sempre su via Agudio ma sulla carreggiata lato fiume, è stato riasfaltato un tratto tra le vie Metastasio e Solaroli di Briona, in questo tratto l’asfalto particolarmente danneggiato era anche responsabile a detta di ARPA Piemonte dei problemi di vibrazioni che affliggono i residenti delle case che si affacciano sulla via, problema da noi segnalato ed evidenziato su questo sito in: Sassi – Richiesta di provvedimenti atti a diminuire rumori provenienti dalla strada al Traforo del Pino e via Agudio. 

Le buche, un problema della città
Ma il problema delle buche persiste non solo sul territorio di interesse del nostro Comitato ma in tutta la Città, tanto da essere sollevato con una lettera inviata nel marzo 2010 dal Coordinamento cittadino dei Comitati spontanei di quartiere all’allora sindaco Chiamparino.
Si ritiene opportuno dare informazione degli sviluppi seguiti a questa segnalazione.
Come si può leggere nella lettera del Coordinamento cittadino che raggruppa una ventina di Comitati, si esprimevano dubbi sulle modalità di manutenzione delle strade in particolare quella ordinaria affidata alle Circoscrizioni; era ed è facile vedere riparazioni eseguite gettando a freddo un poco di ghiaia incatramata e pestata con i piedi!
A questa segnalazione non seguiva alcuna risposta tanto da indurre il Coordinamento a inviare una lettera di sollecito più circostanziata e questa volta spedita per conoscenza anche a due quotidiani cittadini, al sollecito e seguita questa non risposta dell'allora primo cittadino. Il Coordinamento aveva ritenuto opportuno rispondere al Sindaco con un'ulteriore lettera.
Si potrebbe anche accettare di essere puniti per avere "incautamente" osato coinvolgere i giornali, che peraltro non pubblicarono nulla (nessuna risposta a due lettere in cambio di significativi interventi di riparazione delle strade della città) ma questo purtroppo non è avvenuto.
Nel corso dell'incontro del nostro Comitato con l'Assessore alla Viabilità Lubatti del 15 settembre 2011, avevamo consegnato copia delle lettere che avete potuto leggere qui sopra, nella speranza che le poche risorse disponibili venissero gestite meglio di quanto è stato fatto in passato, ma ci pare che questo non sia avvenuto. 
Ma purtroppo Il problema delle pessime condizioni delle strade cittadine è rimasto praticamente inalterato per tutti questi ultimi anni.
(B. Morra – luglio 2017)
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Strada del MeisinoBorgata Rosa-Sassi - Inviato alla Assessora alla Viabilità e Trasporti un aggiornamento delle nostre richieste.

E’ stata recentemente inviata una nota all'Assessora alla Viabilità e Trasporti Maria Lapietra e al Presidente della VII Circoscrizione Luca Deri contenente un aggiornamento al mese di ottobre delle criticità inerenti la viabilità in area borgata Rosa-Sassi, riprendendo quanto in buona parte già segnalato periodicamente in questi sedici anni di vita del nostro Comitato.
La segnalazione del 2006 non ha avuto alcuna risposta da parte dell'Assessorato, siamo riusciti ad organizzare nello scorso aprile un sopraluogo con l'attuale Presidente della Circoscrizione Luca Deri, il quale conosce molto bene i problemi di questo territorio.
Nonostante le difficoltà andiamo avanti, in questi ultimi mesi dell'anno raccoglieremo le firme necessarie per presentare una petizione al Consiglio comunale, al fine di sollecitare l'adozione di provvedimenti atti a ridurre la velocità dei veicoli in corso Casale nel tratto che attraversa Borgata Rosa.

Gli antefatti
Il problema velocità dei veicoli e il mancato rispetto degli impianti semaforici era stato messo particolarmente in evidenza con una lettera inviata a metà dicembre 2010 al Comandante della Polizia Municipale e al Settore Comunale che si occupa di viabilità, tali nostre segnalazioni erano anche state oggetto di un servizio andato in onda all'interno del TG3 Piemonte del 17 dicembre 2010.
Nella lettera di accompagnamento all'aggiornamento del 2011 avevamo richiesto un incontro con l'Assessore, tale incontro si era poi tenuto il 15 settembre.
In quella sede l'ex Assessore Lubatti aveva dato indicazione di fare esaminare le nostre richieste dagli uffici comunali, a questo esame avrebbe dovuto seguire un ulteriore incontro di approfondimento, purtroppo nonostante i numerosi solleciti questo non è poi avvenuto. Nell’immagine uno dei punti più a rischio per i pedoni a Borgata Rosa
A fine luglio 2011 avevamo anche incontrato l’allora Presidente della VII Circoscrizione e il Coordinatore della Commissione viabilità, con quest'ultimo alcuni giorni dopo avevamo effettuato un sopraluogo dei punti oggetto delle nostre segnalazioni.
Negli incontri avevamo evidenziato in particolare la pericolosità dovuta al traffico in costante aumento in strada Mongreno e in corso Casale a borgata Rosa, a tale proposito si era avanzata la richiesta di istituire la "zona 30 KM/h" per tutta la viabilità interna di Sassi e di borgata Rosa e l'adozione di provvedimenti per controllare la velocità sul corso Casale nel suo attraversamento di borgata Rosa.
Avevamo giudicato questi primi incontri positivi, ma purtroppo salvo una lodevole attenzione dell'allora Coordinatore della VII Circoscrizione (con il limite dello scarsissimo potere delle Circoscrizioni) dopo sei anni constatiamo che praticamente nulla è cambiato rispetto a quanto avevamo segnalato nel 2011.
A fine gennaio 2014 avevamo ribadito con una lettera all’Assessore alla Viabilità e al Comandante della Polizia Municipale le maggiori criticità della viabilità sul nostro territorio per quanto riguarda l’incolumità delle persone, dando il nome a questa nostra ulteriore iniziativa: “Progetto sicurezza”.
L’unico riscontro è arrivato proprio dall’allora Comandante della Polizia Municipale che aveva ritenuto opportuno ascoltare di persona, pochi giorni dopo il ricevimento della nostra lettera, le nostre osservazioni; dall’Assessorato alla Viabilità dopo nessun riscontro.  
Su tutto grava, come ci è stato più volte ripetuto, il problema della scarsità delle risorse economiche disponibili, a tale proposito avevamo richiesto più volte e con forza maggiori controlli sulla progettazione e sulla realizzazione degli interventi al fine di evitare sprechi.
Avevamo anche richiesto e continueremo a richiedere, un maggiore coinvolgimento da parte del Comune dei residenti, al fine di individuare le priorità ed evitare lavori inutili.
(B. Morra – ottobre 2017)
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Lavori sul ponte del lungo Stura Lazio Ponte diga dopo i lavori continua a non essere accessibile la parte interna della curva

L' ex Assessora alla Viabilità Sestero nel corso della seduta del Consiglio comunale del 22 febbraio 2010, rispondendo ad una interrogazione di un Consigliere comunale,  confermava che l'intervento di manutenzione straordinaria sulla carreggiata del ponte-diga sul Po, iniziato nell'estate del 2009, avrebbe previsto la messa a norma della larghezza del marciapiedi lato est (lato collina) ma non la creazione di un passaggio ciclo-pedonale all'interno della curva.
L'argomento era stato da noi riproposto più volte al successivo Assessore alla Viabilità Lubatti, e ancora all’attuale Assessora Lapietra con la segnalazione periodica dei problemi della viabilità locale, sin qui senza alcun risultato.
In questi sei anni chi malauguratamente ha percorso il ponte da quel lato è stato e temiamo, sarà ancora costretto a tornare sui suoi passi in quanto si è trovato di fronte all'abituale groviglio di vegetazione che rende impossibile il passaggio a lato della curva.

Gli antefatti
Il ponte-diga collega i due tratti del Lungo Stura Lazio, il marciapiedi lato ovest era già stato allargato e opportunamente protetto alla fine del 2005, mentre la realizzazione del passaggio sulla curva era stato realizzato successivamente (vedere su questo sito in: PROBLEMATICHE AFFRONTATE E RISOLTE - Parco del Meisino - Collegamento ciclo pedonale con Barca/Bertolla).
Il passaggio realizzato sul ponte diga risulta però inadeguato, in particolare rende problematico l'incrocio di due biciclette in una situazione di costante incremento dei transiti. Ricordiamo che le alternative in sicurezza a questo ponte per pedoni e ciclisti, dove non transitano mezzi pubblici, sono il ponte sulla Stura di strada Settimo (attraverso il parco della Colletta) o il ponte sul Po di San Mauro.
Per questo motivo avevamo richiesto al Settore comunale che realizzava gli interventi di manutenzione straordinaria sul ponte, di allargare il marciapiedi oggi utilizzato come passaggio ciclo-pedonale, ci era stato prontamente risposto che questo non era possibile in quanto necessitava garantire la larghezza minima per le due carreggiate per ogni senso di marcia, inoltre esisteva l'esigenza di allargare anche il marciapiedi lato est.
A fronte di queste affermazioni avevamo risposto, a nome del Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi, con le seguenti osservazioni:
"Il marciapiedi lato est (collina) oggi non può essere utilizzato come passaggio in quanto nella parte interna della cosiddetta curva delle 100 lire, non esiste alcun passaggio normalmente percorribile".
Se l'Amministrazione Comunale intendeva realizzare un passaggio sul lato interno della curva, aveva senso mettere a norma il marciapiedi del ponte diga (allargamento e griglia di protezione), altrimenti questo rimaneva, secondo noi, un intervento inutile.
Avevamo suggerito che, qualora non si intendesse rendere agibile l'interno della curva, sarebbe stato opportuno limitare l'intervento sul marciapiedi lato est alla posa del guard rail a norma, predisponendo una chiusura al normale passaggio riservando il transito a personale autorizzato per esempio per le ispezioni tecniche del ponte.
In questo modo si sarebbe potuto spostare l'asse del guard rail centrale recuperando i 40-50 cm utili per l'allargamento del marciapiedi lato ovest, senza creare problemi al transito dei veicoli.
Nel suo intervento in Consiglio comunale del febbraio 2010 l'allora Assessore Sestero aveva comunicato che al momento non era previsto alcun intervento per rendere pedonabile la parte interna della cosi detta "curva delle 100 lire" ne di realizzare i marciapiedi mancanti a lato del lungo Stura Lazio nel tratto che corre fra il ponte diga e piazza Coriolano.
Sarà nostra cura insistere affinché venga realizzato un tracciato riservato a pedoni e ciclisti almeno sul lato ovest per dare continuità al passaggio creato sul ponte-diga. E' da notare che questo tratto era stato interessato nel febbraio 2009 dalla realizzazione di una arginatura di protezione lunga circa 280 metri e larga 4, già perfettamente utilizzabile come passaggio ciclo-pedonale, ma oggi non collegato con i tracciati esistenti.
(B. Morra - luglio 2017)
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Frane a Sassi Sassi - Grave rischio in strade Cartman e Mongreno

I temporali in particolare quelli estivi continuano a provocare frane sul nostro territorio e episodi di erosione delle sponde dei rii.
Una situazione estremamente grave si era verificata a fine luglio 2014 nel primo tratto di strada Cartman dove le acque del rio avevano eroso il terreno sotto parte della strada, che è rimasta chiusa sino al termine dei lavori di ripristino.
Il nostro Comitato segnala da tempo le criticità provocate dalla franosità di ampie aree della collina, franosità in alcuni casi provocata dalla carenza di opere di contenimento da parte dei proprietari dei terreni, tenuti a garantirne la sicurezza al fine di evitare danni nei confronti delle cose o peggio ancora delle persone. Altre situazioni critiche vengono provocate, a volte anche a distanza di decine di anni, da interventi piccoli e grandi su un territorio estremamente fragile, interventi spesso abusivi fatti con la certezza di non essere scoperti e di una futura sanatoria sempre all'orizzonte.
I rischi aumentano quando questi terreni sovrastano i rii collinari, crolli di consistenti parti di terreno in concomitanza di forti temporali quando i rii portano a valle enormi quantità d'acqua, possono provocare l'ostruzione del corso d'acqua con allagamenti delle aree circostanti che potrebbero interessare strade e aree abitate.
Questi rischi sono presenti su tutto il corso dei rii Mongreno e Cartman, le preoccupazioni aumentano quando l'area è densamente abitata come nella parte di Sassi dove il rio Mongreno, dopo avere raccolto le acque anche del rio Cartman, è incassato fra la collina e le case.
Altra criticità è la pulizia dei rii usati spesso come discariche da persone incivili, pulizia e controllo delle sponde comunque spetta alle amministrazioni pubbliche.
Nell’incontro mensile del nostro Comitato del maggio 2009 una residente di strada Mongreno ci aveva segnalato che dalla collina sovrastante il rio in un punto non visibile dalla strada e poco distante da piazza Giovanni dalle Bande Nere, si erano staccate tre frane che avevano trascinato nel rio anche alcuni alberi. Avevamo provveduto ad inviare la segnalazione scritta che la residente ci aveva consegnato all’allora Sindaco Chiamparino, e al suo Assessore all'Ambiente nonché all’allora Presidente della VII Circoscrizione, chiedendo immediati controlli e l'avvio di opere di messa in sicurezza delle sponde dei rii.
La nostra lettera era stata inviata anche all'Assessore all'Edilizia affinché fossero incrementati i controlli sulla regolarità degli interventi sulle aree collinari.
Era poi seguita una lettera di sollecito del 25 novembre 2009 al Sindaco anche questa senza alcuna risposta.
A fine 2011 su iniziativa dei Presidenti e dei Coordinatori delle Commissioni Ambiente delle Circoscrizioni  settima e ottava, entrambe con competenze sui territori collinari della città, era nato un organismo di coordinamento specifico sui problemi della collina, del quale però non abbiamo più avuto notizie.
Da parte nostra avevamo trasmesso al Coordinatore della Commissione ambiente della VII Circoscrizione sia le lettere già inviate all'ex Sindaco, che un aggiornamento delle problematiche che ci erano state ancora segnalate sul rio Cartman, ma anche da questo fronte nessuna risposta, il problema rimane!
(B. Morra – dicembre 2015)
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Raccolta differenziata dei rifiuti - I sacchi per la raccolta della plastica si ritirano nel nuovo Ecocentro di via Ravina 19A

Per gli utenti serviti con il sistema porta a porta AMIAT distribuisce gratuitamente i sacchi per la raccolta differenziata della plastica, tale distribuzione avviene presso gli Ecocentri cittadini nelle giornate di MERCOLEDÌ orario 8.30 - 12.00 e SABATO orario 14.30 - 18.00, per i residenti di Borgata Rosa e Sassi l'Ecocentro più vicino è quello di Via Ravina 19/A  che ha sostituito da metà dicembre 2015 quello di corso Brescia. Ricordiamo che il nostro Comitato ha sostenuto da sempre la raccolta differenziata anche nella modalità definita porta a porta, questo in quanto garantisce migliori risultati in quantità e in qualità delle frazioni recuperate, ormai da anni abbiamo richiesto al Comune di ridurre almeno una parte della TARSU o della futura tariffa, questo in funzione dell'impegno profuso dai cittadini, premiando così le situazioni più virtuose al fine di recuperare anche solo una piccola parte dei costi aggiuntivi che molti cittadini devono sostenere (per l'esternalizzazione dei contenitori). Ovviamente siamo anche daccordo che vengano sanzionati i comportamenti scorretti e in particolare quello dell'abbandono dei rifiuti sul territorio.
(B. Morra - gennaio 2016)
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Parco del Meisino a Borgata Rosa Parco del Meisino, inviata la segnalazione periodica all'Assessore all’Ambiente

Il nostro Comitato raccoglie da ormai 16 anni le segnalazioni dei cittadini, dalla realizzazione del Parco è impegnato ad evidenziare le criticità piccole e grandi che ancora esistono, anche quest’anno abbiamo inviato all’attuale Assessore all’Ambiente e al Verde pubblico Alberto Unia e al Presidente della VII Circoscrizione Luca Deri,  un elenco delle problematiche ancora presenti.
Nell’ultima segnalazione abbiamo evidenziato, fra gli altri, il problema della balneazione nel fiume Po, in questi ultimi anni a fronte di una lodevole iniziativa di alcuni volontari è stato creato uno spazio definito "spiaggia del Meisino" (immagine). Lo spazio peraltro molto curato, questa estate non è stato utilizzato solamente come area di riposo ma anche come punto di balneazione nel fiume. Anche a seguito di segnalazioni di persone addette nel campo sanitario, e al fine di tutela della salute pubblica abbiamo chiesto al Comune di valutare l'opportunità di fare effettuare verifiche sulla balneabilità di quel tratto di fiume, segnalando un eventuale divieto qualora le condizioni non fossero idonee.

Gli antefatti
Il Parco del Meisino è una importante realtà per la nostra città e soprattutto per i residenti di Borgata Rosa, sono numerosi gli aspetti positivi che tutti possono vedere visitandolo, aspetti positivi che sono ben illustrati anche su questo sito. Alcuni problemi si stanno molto lentamente iniziando a risolvere, ma abbiamo ancora molta strada da fare, in particolare per quanto riguarda la collocazione fuori dal parco di attività artigianali e depositi ancora presenti al suo interno. Fra i punti messi da tempo in risalto, il ripristino delle molte attrezzature (in particolare i tavoli) che sono state distrutte nel tempo.
Per anni abbiamo segnalato la carenza di attrezzature nell'area giochi che si trova fra scuola e gli orti urbani, inoltre l'area risultava impraticabile nei pomeriggi dei mesi più caldi in quanto priva di uno spazio ombreggiato, queste richieste e quella di realizzare un'area giochi per i ragazzi erano state oggetto nel 2010 di una raccolta firme fra genitori e nonni che frequentano il parco, le 159 firme raccolte erano state inviate il 7 luglio all'allora Assessore Roberto Tricarico, dopo un sollecito inviato nel mese di ottobre avevamo finalmente ricevuto una risposta che rispondeva solo in parte a quanto si era richiesto, tanto è che ancora oggi non esiste uno spazio per intrattenere i ragazzi.
L’elenco 2011 era stato oggetto di discussione con l'allora Assessore comunale all'Ambiente e al Verde Pubblico Enzo Lavolta, nel corso di un incontro tenutosi il 19 ottobre dello stesso anno. In quella sede avevamo nuovamente affrontato il problema della carenza di attrezzature nell’area giochi e soprattutto l’assenza di aree ombreggiate che limitano il suo utilizzo in particolare nei pomeriggi dei mesi estivi, ci era stato comunicato che l'area giochi sarebbe stata implementata con altre due attrezzature, cosa puntualmente avvenuta nel mese di novembre, inoltre erano state installate due nuove panchine e creati dei camminamenti utili per rendere utilizzabile l'area giochi anche dopo giornate di pioggia. Ci era stato anche comunicato che si sarebbe valutata una soluzione per il problema della mancanza di zone ombreggiate nell'area giochi, in quella estate molti avevano iniziato a portarsi un ombrellone da spiaggia altri nonni e genitori hanno continuato a sedersi per terra cercando piccole zone ombreggiate. Questa situazione era stata anche evidenziata in un articolo apparso sulla pagina dei quartieri del quotidiano "La Stampa" del 19 aprile 2011. Avevamo chiesto di piazzare almeno un gazebo come fatto in viale Michelotti,intervento non ancora attuato, nel frattempo dopo  sei anni almeno gli alberi presenti stanno crescendo.
Nell’aggiornamento del 2012 avevamo evidenziato la situazione che si era venuta a creare dopo la piena del Po del novembre 2011 una importante erosione spondale al limite di un tratto del viale che costeggia il fiume,  dove possibili nuove piene se non venivano realizzati interventi di consolidamento spondale, avrebbero potuto coinvolgere il viale stesso con il rischio di interrompere il transito in quel punto privo di passaggi alternativi. Nel mese di maggio 2013 era stato finalmente realizzato un importante intervento di consolidamento spondale.
(B. Morra - novembre 2017)
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Terreno per il campo di calcio in Strada del Meisino a Borgata RosaUno spazio per il gioco del calcio a margine del Parco del Meisino a borgata Rosa. La realizzazione si sposta nel tempo

L'esigenza di uno spazio dove potere giocare a calcio liberamente era nata sin dai tempi dalla realizzazione del parco, la richiesta del Comitato spontaneo nel febbraio 2004 si era indirizzata verso l'ampio prato che si trova a destra della scuola di borgata Rosa, un'area centrale rispetto alla borgata ma sufficientemente distante da residenze tale da evitare problemi (per esempio la caduta dei palloni su proprietà private), non chiedevamo tanto, solo due porte anche senza rete in un prato che confina con la borgata, affinché i ragazzi del quartiere potessero tirare quattro calci lontani dalle strade.
Ma questa collocazione era stata allora bocciata dal Settore Verde Pubblico del Comune, ci era stato comunicato che era stata individuata un'area più adatta che però, pur essendo di proprietà della Città risultava allora occupata.
Nel mese di marzo 2009 liberata l’area dopo il comprensorio ACLI, ci avevano informato che sarebbe stato creato in tempi brevi uno spazio aperto a tutti per il gioco del calcio. Purtroppo siamo arrivati alla fine del 2016 senza che questo sia ancora accaduto, così i ragazzi di Borgata Rosa continuano a giocare a pallone per strada.
Nel 2010 avevamo appreso che la sistemazione a parco delle aree libere a destra del tratto di strada del Meisino che va dalla chiesa alla bocciofila (di fronte all'ingresso del nuovo maneggio), era legata alla realizzazione degli interventi edilizi previsti sul corso Casale dalla variante al PRG n° 119, questo in quanto i costruttori dovranno sistemare anche le aree cedute alla città e quelle già di proprietà della medesima, compreso l’area riservata al gioco del calcio, ma le costruzioni non sono partite e quindi niente sistemazione di quei terreni.
Così dopo dodici anni dalla nostra richiesta lo spazio per il gioco del calcio libero per i ragazzi della borgata non è ancora diventata realtà, ne purtroppo lo sarà a tempi brevi!
(B. Morra – novembre 2016)
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Piazze Modena e Coriolano a SassiSassi -  Una nuova edificazione fra le piazze Modena e Coriolano è definitivamente scongiurata?

Da un documento pubblico del Comune di Torino avevamo appreso nel 2015 che ritornava l'intenzione di dare seguito, anche se solo parzialmente, a quanto previsto dal Piano Regolatore con un intervento edificatorio a Sassi fra le piazze Modena e Coriolano. Nello specifico sul triangolo che potete vedere nell'immagine satellitare (tratta da google earth), aree oggi occupate oltre che da alcune costruzioni, da un grande parcheggio, un distributore di gpl e dal capolinea del 15.
Abbiamo richiesto al Vicesindaco Montanari di conoscere le intenzioni della nuova Amministrazione comunale in merito, ci è stato risposto che il progetto non rientra fra gli interventi ai quali si intende dare seguito, riteniamo comunque opportuno mantenere una attenzione particolare a questo problema, per questo motivo è utile ricordare la storia delle intenzioni edificatorie che hanno interessato quell’area.

Qualche passo indietro
Secondo nostre informazioni l'intervento avrebbe potuto riproporre quello ipotizzato a partire dal 2000 poi trasformato nella Variante parziale n°62. Contro questa variante nel 2003 venivano raccolte fra i residenti di Sassi e di Borgata Rosa oltre 600 firme.  Nel marzo 2006 la Giunta comunale approvava la prima stesura di una nuova variante parziale la n° 144. Nel testo di questa variante si ammetteva che l'area fra la via Agudio e il corso Casale non era adatta a realizzare gli interventi ipotizzati e quindi si cancellava ogni ipotesi di nuove edificazioni come erano previste dalla variante 62. Testualmente: “Il complesso confronto avvenuto a livello politico e istituzionale e considerazioni di ordine tecnico hanno portato l’Amministrazione alla scelta di non dare attuazione alla previsione di piano, ritenendo non opportuna l’edificazione in tale area”. Ma …… “Il susseguirsi di tali vicende e la presentazione di formali proposte da parte dei soggetti a vario titolo interessati hanno, tuttavia, fatto emergere attese legittime a cui è necessario offrire qualche forma di risposta positiva in alternativa alla trasformazione dell’ambito "10.1 Modena Nord", che si intende sopprimere”. La nuova variante (la numero 144) prevedeva costruzioni a monte del bivio delle strade Mongreno e Cartman, sempre a Sassi, su un terreno che il Piano Regolatore classifica a Parco, ma guarda caso, di proprietà di quei " soggetti a vario titolo interessati" cioè dell'impresa che aveva acquistato in vari punti della collina torinese dei terreni pronti ad essere ceduti alla Città in cambio dei diritti edificatori. La variante veniva in seguito definitivamente annullata dal Consiglio di Stato nel 2013 per palese irregolarità. Maggiori dettagli e la documentazione inerente a queste vicende si possono trovare in questo sito: Dalla variante 62 alla 144, di male in peggio.
Nel 2015 avevamo avuto notizia che si stava lavorando ad un'ipotesi che, rispetto al vecchio progetto prevedeva la costruzione di immobili per circa 12.000 mq di superfice lorda di pavimento, con residenze negozi a piano strada e un'ipotesi di costruzione di un albergo con costruzioni di 4-5 piani fuori terra; più di quanto previsto dalla variante 62 che ipotizzava costruzioni per un totale di 10.450 mq su 4 piani. Nelle ultime ipotesi le edificazioni si sarebbero concentrate verso via Solari di Briona e via Agudio praticamente sopra l’attuale parcheggio e il distributore del gas per autotrazione completamente ristrutturato proprio nel 2015.
L’attuale parcheggio sarebbe stato sostituito da uno realizzato sul prato che si trova fra il cimitero e via Agudio, allontanandolo dalla fermata dei mezzi pubblici, dalla stazione della cremagliera per Superga e dalla scuola francese.  Non avevamo saputo se si stesse valutando di spostare anche il capolinea del 15.
Come nel 2003 eravamo e siamo contrari a questo intervento edilizio, nella nostra città sarebbe finalmente opportuno abbandonare un piano regolatore ormai ampiamente superato e adottare, come hanno già fatto numerose città, provvedimenti che impediscano il consumo indiscriminato del suolo. 
Si possono concentrare i nuovi interventi edilizi ristrutturando l'esistente e utilizzando i suoli già compromessi da precedenti attività in particolare quelle industriali. Si devono porre dei seri limiti al sistema del trasferimento dei diritti edificatori che non possono rappresentare un diritto dei proprietari dei terreni collinari ma una opportunità per la Città in funzione di progetti di pubblico interesse già finanziati, affinché terreni non usufruibili dalla collettività e magari in situazioni di "complesse problematiche di carattere idrogeologico", non vengano unicamente a gravare su già sin troppo problematici bilanci pubblici.
Tornando a Sassi e alle ipotesi edificatorie che periodicamente si ripropongono in quel luogo, il voler riempire ogni spazio libero andando ulteriormente ad aggravare con altri carichi abitativi e commerciali  il problema del parcheggio. Oggi l'area di piazza Modena viene abitualmente utilizzata anche come parcheggio di interscambio con le 3 linee di mezzo pubblico e dai turisti che salgono a Superga con la tranvia. Questa è sicuramente una delle motivazioni che avevano indotto i residenti a firmare contro le prime ipotesi edificatorie.
Eventuali future ipotesi di nuove edificazioni a Sassi non devono passare sulla testa dei cittadini, auspichiamo che qualora queste dovessero ritornare, vi sia un confronto con i residenti e con la Circoscrizione per illustrare le ipotesi che si stanno formulando prima di ogni atto amministrativo e non dopo.
Auguriamoci che non si inventino ipotesi assurde come quelle sentite nel 2015 quali costruire case sugli attuali parcheggi,  creandone dei nuovi al di là di via Agudio, lontani dalle fermate o peggio ancora in struttura (come prevede il piano regolatore) e quindi a pagamento, ci chiediamo: chi vorrà pagare il parcheggio per poi salire sul 61 che nelle ore di punta percorre il corso Casale a passo di lumaca almeno sino a piazza Borromini?
(B. Morra – gennaio 2017)
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Marciapiedi di Corso Casale 354/aIl problema dei residui verdi rimane

A sette anni dalla chiusura definitiva del punto di raccolta AMIAT (specifico per sfalci e potature) di corso Casale 354/a, gli abbandoni di rifiuti sul marciapiedi di fronte al cancello chiuso sono per fortuna cessati, questo grazie anche agli interventi di pulizia da parte di AMIAT pagati dalla collettività. Dopo la chiusura quel tratto di marciapiedi si era trasformato in una discarica dove cittadini, sicuramente non esemplari, avevano continuato ad abbandonare, non solo i sacchi contenenti sfalci e potature, ma anche altri rifiuti. Ovviamente degrado attirava degrado, depositare materiali per primo è certamente più difficile che abbandonare rifiuti dove ne esistono già altri.
Rimane il problema della pulizia del marciapiedi e il contenimento della vegetazione lungo tutto il deposito dell’area, interventi che ogni anno dobbiamo sollecitare.
Nonostante questi problemi, continuiamo a pensare che lo smaltimento nelle aree periferiche di sfalci e potature non sia stato affrontato e risolto adeguatamente, anche lo spostamento dell’eco centro AMIAT di riferimento da corso Brescia a via Ravina  ha reso solo più breve il percorso ma non meno disagevole il conferimento.
Abbiamo constatato in questi anni che la chiusura del centro ha provocato l'aumento degli abbandoni sul territorio o peggio ancora ha rappresentato un incentivo alla brutta abitudine di bruciare gli scarti più o meno secchi, con effetti negativi sulla salute di tutti.

Gli antefatti
Nel 2005 con l'introduzione a Borgata Rosa e a Sassi della raccolta differenziata dei rifiuti denominata "porta a porta" (modalità condivisa sin dalla sua istituzione dal nostro Comitato) si era posto, in questo come in altri territori periferici della città, il problema dello smaltimento degli sfalci e delle potature delle utenze famigliari, materiali prima depositati nei grandi contenitori stradali.
Dopo oltre due anni dalla nostra richiesta, nell'aprile 2007 era stato attivato il punto di raccolta di corso Casale, così da permettere a tutti i cittadini che desideravano smaltire questo tipo di rifiuti, di farlo in maniera adeguata. Questa opportunità è stata ampiamente utilizzata per quattro anni e i volumi conferiti stanno a significare che il problema da noi sollevato era reale, tanto che dal 2009 e su nostra richiesta, l'AMIAT aveva incrementato il periodo i giorni e l'orario di apertura.
A fine 2009 la chiusura stagionale rischiava di trasformarsi in chiusura definitiva, anticipata nel corso della assemblea pubblica tenuta dalla VII Circoscrizione il 23 novembre a Sassi, la notizia ci veniva poi confermata da AMIAT e motivata da difficoltà logistiche.
Il 25 novembre 2009 il Comitato spontaneo Borgata Rosa-Sassi aveva inviato una lettera all'allora Assessore all'Ambiente e ad AMIAT, esprimendo la contrarietà degli aderenti a questa ipotesi e richiesto che, qualora non si potesse mantenere il centro in quel luogo e non si fosse individuata un'altra area in zona precollinare o, in alternativa, si creasse un servizio di raccolta anche di questi materiali come attuato nei comuni della cintura, servizio che suggerivamo potesse essere domiciliare a domanda come quello adottato per i rifiuti ingombranti.
Alla nostra segnalazione seguita da un sollecito nel mese di gennaio 2010 non era giunta alcuna risposta, in compenso avevamo poi visto con piacere che dall'inizio del mese di febbraio il centro era stato riaperto.
Con la fine del mese di novembre 2010 come previsto, il punto di raccolta era stato chiuso, pensavamo per la solita chiusura invernale, purtroppo in seguito avevamo appreso che con una lettera inviata al Comune di Torino datata 22 dicembre, l'AMIAT decretava la chiusura definitiva di questo centro.
Pur riconoscendo che la decisione di AMIAT era supportata da motivazioni in buona parte condivisibili, avevamo richiesto nuovamente con una nostra lettera all'allora Assessore all'Ambiente di soprassedere alla decisione di chiusura in attesa della creazione di un sistema di raccolta degli sfalci e delle potature nei territori dell'estrema periferia della città.
Pensavamo e pensiamo che non si possa chiedere ai cittadini virtuosi che trasportavano già con qualche problema questi rifiuti (non tutti dispongono di un'auto) di portare i loro sacchi negli eco centri di corso Moncalieri 420/A o corso Brescia 113/A.
Alla nostra richiesta l'Assessore all'Ambiente ci aveva inviato una lettera della Divisione Ambiente del Comune dove si ribadiva la decisione di chiudere definitivamente il punto di raccolta.
Sentiti gli appartenenti al nostro Comitato presenti nell'incontro di febbraio, avevamo inviato una nuova lettera alla Divisione Ambiente del Comune dove era stata ribadita la nostra contrarietà alla soluzione che ci veniva riproposta, avevamo anche segnalato una possibile soluzione almeno per gli sfalci. Inoltre nella lettera avevamo messo in evidenza che:
"Per quanto riguarda gli aspetti economici da Voi sollevati, ci permettiamo di ricordare che stiamo parlando di aree dove vige dal 2004 il porta a porta contribuendo a fare rientrare la città nei parametri della raccolta differenziata; alcuni praticano il compostaggio riducendo così alla città i costi dello smaltimento di quei volumi. Queste utenze non hanno ad oggi alcuno sconto della TARSU rispetto a chi non pratica la raccolta differenziata e molti sopportano anche i costi dell’esposizione dei cassonetti."
Questo argomento era stato nuovamente trattato nel corso dell'incontro, richiesto dal nostro Comitato, con l'allora Assessore comunale all'Ambiente Lavolta, tenutosi il 19 ottobre 2011; nelle settimane a cavallo di questo incontro, AMIAT aveva provveduto con una certa frequenza a rimuovere i materiali depositati, poi tutto era tornato come prima, e gli abbandoni erano ripresi. Fortunatamente a sette anni dalla chiusura gli abbandoni di fronte al cancello chiuso sono praticamente terminati. Rimane il problema per molti residenti, in particolare della precollina,  dello smaltimento degli sfalci e delle potature.
(B. Morra - luglio 2017) 
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Costruzione che sorgerà al posto de "La Filanda" a Borgata RosaBorgata Rosa – Lavori fermi alla residenza temporanea che sta sorgendo al posto de "La Filanda"

Da alcuni mesi non vediamo più operai al lavoro in cantiere, non conosciamo i motivi che stanno provocando questa ulteriore pausa nella realizzazione dell’intervento.
Giovedì 20 ottobre 2016, organizzato dalla VII Circoscrizione, si era tenuto presso la  sala parrocchiale della Chiesa di Gesù Maestro in Strada Meisino  23, un incontro pubblico in merito  alla “Casa sociale” in via di realizzazione nell’area dell’ex “filanda”. In quella sede, presente l’Assessora Comunale alle Politiche Sociali Sonia Schellino, il responsabile della Cooperativa che sta realizzando e che gestirà l’intervento aveva cercato di fornire  le opportune informazioni atte a chiarire i molti dubbi sollevati in questi anni da numerosi residenti.
Avevamo verificato con rammarico che una parte degli intervenuti avevano continuato ad esprimere dubbi e diffidenze che riteniamo, alla luce delle informazioni che avevamo raccolto, del tutto ingiustificate.
In questi ultimi anni sono circolate fra i residenti della Borgata le ipotesi più fantasiose su chi avrebbe occupato questa residenza, avevamo chiesto invano per anni alla VII Circoscrizione di venire ad illustrare sul territorio l’intervento, questo purtroppo è avvenuto solamente nell’ottobre 2016 per interessamento del nuovo Presidente. Nel corso della serata aveva creato particolare preoccupazione l’intenzione di realizzare all’interno del recinto della struttura una piccola area camper per la sosta a pagamento di turisti, questo al fine di contribuire a rendere economicamente sostenibile la struttura, a tale proposito come Comitato avevamo chiesto alla Cooperativa di soprassedere a questa iniziativa sino a quando sarà chiara a tutti la vera natura di questa residenza temporanea.
Vista l’impossibilità di ottenere un incontro pubblico in Borgata il 19 aprile 2016 come Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi, avevamo invitato il Presidente della cooperativa  che aveva illustrato alle persone presenti al nostro incontro mensile  le finalità e i tempi dell’intervento in corso ormai da alcuni anni. Oltre a rispondere alle domande dei presenti, aveva illustrato gli interventi da loro realizzati (LUOGHI COMUNI in Via Priocca 3 e HOUSING GIULIA in Via Cigna 14/L) già funzionanti con modalità similari rispetto a quelle che verranno adottate a Borgata Rosa che, come è stato ricordato, avrà dimensioni notevolmente minori.
Dal sito della residenza temporanea LUOGHI COMUNI : http://www.luoghicomuni.org/portapalazzo/   per far meglio comprendere cosa avverrà a Borgata Rosa, riportiamo di seguito le modalità e i costi per l’accesso a quella struttura (vedere sul sito ulteriori dettagli).

Che cos'è la Residenza Temporanea
La Residenza Temporanea offre soluzioni abitative a prezzi calmierati per un periodo di tempo che va da 1 giorno a 18 mesi a persone con percorsi ed esigenze differenti, divenendo un luogo di scambio, scoperta e confronto.  In particolare, si rivolge a:

  • Lavoratori e personale in formazione e professionisti provenienti da fuori Torino, per i quali la Residenza Temporanea costituisce una sistemazione abitativa per il periodo di permanenza in città oppure una soluzione transitoria durante la ricerca un alloggio adeguato alle proprie esigenze.

  • Persone che si recano a Torino per visitare o utilizzare i servizi della città e alle quali la Residenza Temporanea offre una soluzione residenziale a costi contenuti, una molteplicità di servizi e attività e l’opportunità di conoscere l’area di Porta Palazzo.

  • Persone in situazione di stress abitativo, ossia che hanno necessità di  una nuova soluzione abitativa (a causa di una separazione, di uno sfratto per finita locazione, del cambio di impiego o riduzione del reddito, ecc.) e che, in attesa di trovarla, possono utilizzare la Residenza Temporanea come ponte tra la vecchia e la nuova casa.

  • Persone in emergenza abitativa, che necessitano di una sistemazione abitativa in tempi brevi, in attesa che gliene venga fornita una stabile dalle istituzioni locali.

Prenotazione Alloggi
Le nostre tariffe sono calmierate rispetto a quelle di mercato. Proponiamo inoltre delle tariffe agevolate per coloro che versano in una condizione di stress abitativo.

 

 

monolocale

bilocale

1

Tariffa residence giornaliera (da 1 a 6 giorni) SHORT TERM

€ 60,00

€ 71,00

2

Tariffa  residence settimanale (da 7 a 30 giorni) SHORT TERM

€ 246,00

€ 303,00

3

Tariffa residence mensile (oltre 30 giorni)* LONG TERM

€ 449,00

€ 550,00

4

Tariffe agevolate (oltre 30 gg)* LONG TERM

€ 274,00

€ 319,00

 

*Per le permanenze lunghe (LONG TERM)
è comunque previsto un colloquio di selezione


Qualche passo indietro 
A metà maggio 2014 quello che rimaneva della cosiddetta casa civile del complesso di origine settecentesca, che fu denominato dapprima “Il Gesuita” poi “Cascina Bracco”, Meisino e Filanda era stato definitivamente demolito, a differenza di molte altre cascine dell’agro torinese, questa cascina in origine era dotata di un filatoio che le conferì un carattere industriale, da qui l’ultima denominazione “La Filanda”.
Il 16 luglio 2014 presso la VII Circoscrizione era stato presentato il progetto che prevedeva la realizzazione di una “Residenza collettiva temporanea” nella quale si potrà soggiornare per un periodo massimo di 18 mesi, secondo il progetto presentato i posti letto previsti erano 44 suddivisi in 15 bilocali e 7 monolocali.
Oltre alla struttura residenziale realizzata in parte con fondi Regionali, l’impresa sociale CO/ABITARE che gestirà questo progetto di “Housing sociale”, prevedeva di realizzare nei bassi fabbricati esistenti uno spazio polifunzionale per le attività del territorio e sempre all’interno dell’area una piccola zona per la sosta a pagamento di camper, inoltre all’esterno si ipotizzava la realizzazione di punto di prelievo biciclette |TO|bike.
Nel corso dell’incontro erano emerse  sostanziali novità rispetto a quanto previsto dalla richiesta di finanziamento regionale, novità che rendevano questo intervento sicuramente meno problematico per il territorio che lo avrebbe ospitato. Su sollecitazione dei presenti il presidente dell’impresa sociale che realizza l’intervento, che presumibilmente avrebbe dovuto essere terminato alla fine del 2015, si era dichiarato disponibile ad illustrare nei mesi successivi l’intervento ai residenti di Borgata Rosa in collaborazione con la Circoscrizione, questo avrebbe dovuto servire a ridurre alla ragione le persone che avevano prospettato effetti catastrofici di questa iniziativa sul nostro territorio.
Questo incontro era stato nuovamente sollecitato  in occasione di una riunione della Commissione che si era tenuta in Circoscrizione il 14 gennaio 2016. In quella sede erano state illustrate le motivazioni che avevano indotto la sospensione dei lavori all'inizio dell'anno scorso e riconfermato il suo utilizzo con le modalità già riportate in questo articolo. Nei primi giorni del 2016  fortunatamente i lavori erano stati ripresi con vigore (immagine) vi è stata nuovamente una breve interruzione in aprile per poi riprendere a maggio.
Di seguito gli antefatti che ci hanno portato alla situazione odierna e gli sviluppi a partire dal 2010.

Gli antefatti
Complesso "La Filanda" a Borgata Rosali Preoccupati per la sorte di questo edificio, che era già stato oggetto in passato di nostre numerose segnalazioni, e che nel frattempo si stava lentamente ma inesorabilmente degradando, nel luglio 2006 avevamo inserito anche questo argomento in una nota sulle problematiche che affliggevano il parco del Meisino inviata all' Assessore al Verde Pubblico e alla VII Circoscrizione, alla quale erano seguiti successivi aggiornamenti annuali.
Nella primavera del 2006 nel corso dello svolgimento di una Commissione Circoscrizionale si era appreso che proseguiva il percorso amministrativo per affidare il progetto di recupero dell'edificio all'ente Parco Nazionale Gran Paradiso che dopo importanti lavori di ristrutturazione avrebbe dovuto trasferire la sua sede Torinese in questo edificio, la VII Circoscrizione aveva dato parere positivo alla concessione all'ente parco del "diritto di superficie" per 99 anni, condizione indispensabile per accedere ai finanziamenti necessari all'intervento. L'edificio minore completamente diroccato che si affacciava sulla strada (oggi completamente abbattuto) sarebbe stato recuperato in un secondo tempo per essere utilizzato per ospitare mostre temporanee, attività didattiche e spazi che la Circoscrizione potrebbe utilizzare per attività ricreative e informative per la Borgata.
In seguito avevamo appreso dai giornali che la città di Ivrea si era offerta di ospitare la sede del Parco. Nel settembre 2007 era emerso che l'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso aveva abbandonato il progetto di intervenire su questo fabbricato, trasferendo poi la sede torinese della presidenza in via Pio VII.
Nell' autunno del 2007 l'Amministrazione Comunale aveva portato all'approvazione del Consiglio Comunale una deliberazione che aveva come oggetto: "Cascine nei parchi - Interventi finalizzati all'utilizzo e al recupero degli edifici rustici all'interno dei grandi parchi cittadini - Approvazione linee guida". In questa delibera sono stati inseriti due edifici facenti parte del nostro territorio, la cascina Coppa (in seguito ristrutturata per utilizzo come maneggio, oggi pienamente operativo) e appunto la cascina detta "la filanda".
Nel 2009 da una ricerca su internet avevamo appreso che la Città di Torino aveva inserito questa struttura in una richiesta di finanziamento Regionale per "sei residenze collettive temporanee per l’inclusione sociale".
Dal sito del Comune apprendevamo che: "Nelle residenze collettive potranno essere accolte persone sole vulnerabili, giovani adulti che al compimento della maggiore età devono rilasciare le comunità alloggio che li ospitavano, stranieri, rifugiati. Le strutture in questione, opportunamente gestite ma senza interventi di carattere assistenziale, dovranno consentire l’avvio di percorsi di autonomia con il supporto di servizi aperti anche al territorio circostante, al fine di promuovere un’integrazione dei residenti nel quartiere. Il finanziamento richiesto complessivamente per i sei interventi era pari a circa 4,8 milioni di euro".
Dal sito della Regione Piemonte si rilevava che a fronte della Determinazione n. 129 del 6 aprile 2009 all'intervento in strada del Meisino 55/9 era stato concesso un finanziamento di 1.246.500 euro per la realizzazione di 7 alloggi (con superficie utile compresa tra 38,01 e 95 mq) e 1 appartamento idoneo ad ospitare gruppi in coabitazione (pluricamere con servizi + locali comuni destinati alla residenza).

Gli sviluppi dal 2010
Il 2010 ci aveva portato alcune novità sull'utilizzo di questo edificio ormai semi cadente di proprietà Comunale posto fra il Parco del Meisino e la Borgata Rosa.
Nei primi giorni di febbraio erano iniziati dei lavori di messa in sicurezza del complesso con l'abbattimento dei ruderi che si affacciavano su strada del Meisino (lato parco giochi).
Contemporaneamente nel sito del Comune di Torino avevamo trovato un interessante documento intitolato: "Avviso pubblico per la selezione di progetti per la realizzazione e gestione di residenze collettive temporanee per l’inclusione sociale" questo bando specificava dettagliatamente cosa il Comune intendesse realizzare in diverse parti della città fra le quali "la filanda" (vedere in particolare l'allegato B: "SPECIFICHE GESTIONALI LOTTO 4 STRADA DEL MEISINO 55/9").
Il documento chiariva quanto già anticipato nel 2009 sui siti di Comune e Regione Piemonte e lasciava intendere che parte degli spazi che dovevano essere realizzati con questa soluzione, avrebbero potuto essere utilizzati dalla collettività di Borgata Rosa come da noi a suo tempo richiesto.
In seguito avevamo appreso dal sito del Comune che erano stati individuati i vincitori per i lotti 1 e 3, per che gli altri lotti compreso il lotto 4 che riguarda "la filanda" la scadenza del bando era stata prorogata al 14 giugno 2010, questo rinvio ci segnalava le difficoltà per trovare soluzioni per il recupero di questi fabbricati, dopo numerose richieste di chiarimenti, avevamo scoperto che con determina dirigenziale del 28 luglio 2010 il comune di Torino aveva proclamato un vincitore anche per il lotto 4.
Avevamo temuto che il crollo di una sezione centrale della facciata avvenuto ad inizio 2011 potesse avere ripercussioni sull’opera di recupero, la parte ancora in piedi aveva comunque messo a rischio l'agibilità dell’area servizi degli orti urbani circoscrizionali ubicati proprio dietro la struttura, gli assegnatari dei 54 orti urbani erano stati, per alcuni mesi, nell’impossibilità di utilizzare i servizi igienici ubicati nell’area ancora chiusa per sicurezza, questo disagio si era poi protratto sino al 12 maggio 2011 quando era stato installato un WC chimico nella parte accessibile.
In seguito da un articolo del quotidiano "La Stampa" del 15 ottobre 2011, avevamo appreso che entro il mese di dicembre 2011 la società Coabitare avrebbe dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione e recupero delle strutture della cascina, e che si prevedeva di concludere l'intervento entro la metà del 2013, poco dopo erano anche comparsi i cartelli che segnalavano l'apertura del cantiere.
Complesso "La Filanda" a Borgata RosaAd inizio giugno 2012 era stata abbattuta la parte destra del fabbricato (immagine) evidentemente giudicata pericolante, pensavamo che questo abbattimento fosse un primo passo per l'inizio dei lavori e che fosse stato risolto il problema legato ai finanziamenti provenienti dalla Regione Piemonte che, a quanto ci risultava, aveva fatto slittare l'inizio dei lavori.
Nel luglio 2013 ci era stato comunicato ufficialmente la partenza dei lavori per settembre, e che i ritardi erano stati provocati dal fatto che: “l'iter di questa pratica edilizia è stata particolarmente lunga e complessa a causa dei vincoli ambientali e tipologici che gravano sull'immobile”, l’iter amministrativo era stato completato non ci restava che aspettare l’inizio dei lavori. Ma come molti temevano e altri auspicavano l’inizio dei lavori è coinciso con la demolizione di quanto rimaneva di un complesso storico la cui rilevanza è documentata sul sito di MUSEO TORINO : http://www.museotorino.it/view/s/ea23c398bd5746fcb72694cd7ae43edb 
(B. Morra - maggio 2017) 
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Misurazione dell'elettrosmog a Borgata RosaAntenne per la telefonia mobile

Alcuni residenti in strada del Meisino e via Cafasso alla fine del 2006 si erano trovati due impianti per la telefonia mobile a poca distanza dalle loro abitazioni; uno sul tetto del civico 4 e l'altro al 13 sempre di strada del Meisino; impianti posizionati senza adeguati avvisi, su case di altezza simile a quelle circostanti, senza far conoscere in anticipo i possibili effetti dell'inquinamento elettromagnetico sulle varie aree.
Il Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi dopo avere richiesto e ottenuto dal Sindaco della Città la documentazione dei due impianti in strada del Meisino, ha richiesto, purtroppo senza ottenere alcun risultato, la rimozione dell'antenna ubicata al civico 13 in quanto interagisce al civico 9 con quella posizionata al civico 4 della stessa via, ritenendo che su quell'area si sommino i valori di radiazioni elettromagnetiche delle due antenne.
Inoltre era stata effettuata, con il sostegno del Coordinamento, una verifica con strumenti privati per valutare l'impatto degli impianti sugli ambienti di vita.
Nel 2007 era stata avviata da un gruppo di cittadini la stessa procedura anche su tre impianti posizionati a Sassi rispettivamente sui tetti di strada Mongreno 13, corso Casale 317 e strada al traforo di Pino 6-8.
Inoltre il Comitato facendo proprie le richieste del Coordinamento dei Comitati spontanei di Torino e Provincia contro l'elettrosmog, aveva richiesto maggiore attenzione per le zone abitate, da ritenersi "siti sensibili", e la modifica degli strumenti legislativi nazionali e regionali.
Lo stesso Coordinamento aveva richiesto che il redigendo Regolamento Comunale, del comune di Torino, fosse inserita la possibilità di ricollocazione degli impianti anche in modo retroattivo, per attuare pianificazioni che portino a conciliare il "servizio" con la "prevenzione per la salute", ossia, che non producano variazioni elettromagnetiche significative (o siano decisamente minime, secondo i pareri della più prudente posizione scientifica che indica, per il momento, come prudenziale il non superare gli 0,3/0,5 volt/metro).
Il problema delle antenne di telefonia mobile è sicuramente una questione complessa che si scontra con notevoli interessi economici.
Riteniamo comunque utilissimo il lavoro svolto in questi anni dal Coordinamento dei Comitati che si battono contro questi impianti, e opportuno che le società telefoniche sappiano che esiste una attenzione su questi impianti, un risultato importante sarebbe già quello che esse limitino al minimo indispensabile la potenza dei medesimi. 
Non solo le antenne ma anche l’uso dei cellulari desta parecchie preoccupazioni, senza criminalizzare l’utilizzo di questi importanti strumenti, ci sentiamo di consigliare un uso moderato dei medesimi e soprattutto evitare di tenerli attaccati all’orecchio per molto tempo, in questi casi meglio servirsi dell’auricolare.
Evitiamo poi di farli utilizzare liberamente ai bambini e peggio ancora di darli accesi come giocattolo a bimbi piccolissimi, abbiamo visto anche questo!  
(B. Morra - settembre 2012)

Per maggiori informazioni visita il sito www.noelettrosmog-piemonte.org
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