Dalla variante 62 alla 144, di male in peggio

All'inizio ci sembrava una cosa normale, un Piano Regolatore che aveva previsto a Sassi, come in altre parti della nostra città, troppo cemento, una Circoscrizione (la VII) che aveva battagliato per ridurre la quantità di questo cemento sino ad un compromesso giudicato accettabile da parte della maggioranza dei Consiglieri, dando luogo il 18 dicembre 2002  ad un parere positivo alla variante, la numero 62 con 17 consiglieri favorevoli e 5 astenuti.
Ad alcuni residenti pareva comunque sbagliato costruire in quel posto, su una lunga striscia di terra in buona parte di proprietà pubblica fra il corso Casale e via Agudio definita Z.U.T. (Zona Urbana di Trasformazione) Modena nord, anche per il fatto che esisteva un capolinea di una linea tranviaria (la numero 15) da spostare di alcune decine di metri senza alcun beneficio significativo per gli utenti, con il rischio che i costi di questo spostamentoi fossero posti a carico della collettività (Comune o G.T.T. poco cambia).
L'area e la tipologia dell'intervento come era prevista dalla variante 62 (10.450 m2 di superficie lorda di pavimento, su 4 piani) è illustrata nel disegno.

Intervento previsto dalla variante 62 Intervento previsto dalla variante 62

Attuale capolinea Tram 15

Capolinea Tram 15
Intervento previsto dalla variante 62

 

 

 

 

 

È opportuno però fare alcuni passi indietro

Nel dicembre del 2000 la Direzione edilizia e Urbanistica del Comune chiede un parere alla VII Circoscrizione in merito ad un piano particolareggiato che prevedeva la realizzazione di edifici alti 4 piani, uno dei quali occupava completamente la grande area ancora oggi utilizzata come parcheggio che si trova fra: via Agudio, strada del cimitero di Sassi, corso Casale, via Solaroli di Briona. Gli altri edifici sarebbero sorti sull’attuale distributore di gas e sull’area del capolinea del 15.
Per far posto alle costruzioni il capolinea del 15 sarebbe stato arretrato all’inizio di via Agudio, si sarebbe chiuso un tratto di corso Casale e per supplire all’eliminazione del parcheggio a raso e gratuito si sarebbe realizzato un parcheggio sotterraneo di interscambio a pagamento (450 posti auto) sotto via Solaroli di Briona e un tratto di via Agudio.
La VII Circoscrizione dava parere negativo a questo progetto.

Nel maggio del 2002 viene fatta circolare informalmente a margine di una riunione della II Commissione una bozza che accoglie in parte le osservazioni della Circoscrizione mantenendo però la costruzione sull’area del parcheggio e quindi riproponendo il parcheggio sotterraneo, il capolinea del 15 trova posto a lato di piazza Coriolano.
Parte da qui l’interesse del nostro Comitato (nato alla fine del 2001) su cosa stà avvenendo fra Sassi e Borgata Rosa.
Con una lettera del primo luglio al Sindaco, agli Assessori all’Urbanistica e ai Trasporti e al Presidente della Circoscrizione, il Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi, avvia una battaglia contro questi interventi edificatori, all'inizio prevalentemente in opposizione all'ipotesi di costruire proprio in quel luogo fra il cimitero di Sassi e la collina sulla sommità della quale si staglia quella che era la vecchia parrocchiale.
La nostra richiesta di portare a conoscenza dei residenti il progetto dell’Amministrazione comunale attraverso una assemblea pubblica da tenersi a Sassi e indetta dalla Circoscrizione non fu mai accettata.
A seguito di una nostra richiesta di incontro nel mese di ottobre riceviamo una lettera dall’Assessore all’Urbanistica, che ci anticipa le linee della futura variante 62 che viene deliberata dalla Giunta Comunale il 26 novembre.
La VII Circoscrizione convoca per il 13 dicembre la II Commissione per discutere la variante, ovviamente nella sede di corso Vercelli e non a Sassi come più volte richiesto dal Comitato.
Il Consiglio di Circoscrizione il 18 dicembre da parere positivo alla variante, viene citato sul documento che la Commissione “ha manifestato la volontà di esprimere una valutazione favorevole alla proposta” ignorando come al solito la posizione negativa espressa dai cittadini presenti in commissione, posizione espressa dal Comitato anche con una nota consegnata a tutti i Consiglieri.
Il giorno 19 il Comitato invia una lettera aperta a tutti i Consiglieri comunali, dove vengono illustrate le motivazioni contrarie a questo intervento.

A fine gennaio viene inviata la documentazione a “Repubblica” e a “La Stampa” che pubblica un articolo il 2 febbraio.
Il 26 febbraio 2003 si tiene in Comune un’audizione delle Commissioni Viabilità e Ambiente nel corso della quale, e a seguito delle contestazioni del Comitato spontaneo e delle Associazioni ambientaliste Torinesi, gli Assessori competenti (Ortolano e Viano) comunicano di sospendere la messa all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di questo provvedimento, in attesa di ulteriori approfondimenti.
Il Comitato spontaneo indice una assemblea pubblica a Sassi e lancia una raccolta firme che raccoglie in poco tempo 429 adesioni contro la realizzazione delle case fra le piazze Modena e Coriolano.
Il 26 maggio viene inviata una lettera (allegando le firme raccolte) a Sindaco, Assessori, Presidenti delle Commissioni comunali competenti e Presidente della VII Circoscrizione, dove si chiede di approfondire la questione variante.
In seguito verranno raccolte altre 180 firme portando così il totale a 609 firme.

Il 15 luglio si tiene una nuova Commissione consigliare, nel corso della quale l’allora Presidente della VII Circoscrizione presenta una “memoria” scritta accompagnata da un intervento che con l’intento di giustificare l’operazione rivela alcuni aspetti per noi molto interessanti.
Emergono in quella sede gli interessi della Socità Precollina Vernea s.r.l. interessata agli "atterraggi dei diritti edificatori".
A questo punto non si tratta più solo di una semplice operazione immobiliare, da profani cerchiamo di capire e scopriamo che si tratta di una specie di baratto, io Comune ti riconosco un valore edificatorio minimo (0,03 mq SLP/mq e 0,01 mq SLP/mq) a terreni non edificabili che potrebbero essere utilizzati come parco pubblico, cedendomi questi terreni puoi monetizzare i tuoi diritti edificatori costruendo o facendo costruire su apposite aree all'uopo definite, e una di queste era appunto Modena nord.
Venne immediatamente la curiosità di capire quali terreni potevano essere ceduti alla città per realizzare o ampliare parchi pubblici collinari, e qui scopriamo che la s.r.l. citata dal Presidente della Circoscrizione, per potere costruire in piazza Modena proponevano da tempo alcuni terreni collinari di loro proprietà, ma scopriamo anche che il Settore Verde Pubblico progetta interventi non su questi terreni ma su altri. Inoltre ci viene detto che le aree inizialmente previste dal Piano Regolatore per gli atterraggi delle aree collinari trasformabili a parco sono state nel tempo utilizzate per altri scopi e che quella di piazza Modena era rimasta l'unica disponibile.
Il rischio concreto era che su spinta di privati si acquisissero terreni non utilizzabili, annullando così la possibilità di ottenere con lo strumento degli atterraggi i terreni oggetto di un utilizzo reale per la collettività.
La registrazione della seduta del 15 luglio e i documenti esibiti in quella sede, ottenuti con regolare procedura amministrativa, diventano prezioso patrimonio dell’archivio del nostro Comitato.

Il 2005, dopo le stupefacenti rivelazioni emerse nel corso della Commissione consiliare dell’anno precedente, passa in un apparente silenzio.

Il 2 marzo si tiene una riunione delle due Commissioni comunali interessate (la II e la VI) con ordine del giorno la variante 62, anche in questa seduta vengono udite considerazioni per noi molto interessanti tanto da farci richiedere copia della registrazione, anche questa diventata prezioso patrimonio dell’archivio del nostro Comitato.
Il giorno 7 marzo parte un’altra nostra lettera all’Assessore all’Urbanistica, ma la Giunta comunale il 9 marzo approva la variante parziale n° 144, (prima stesura).
Con questa nuova variante si ammette che l'area fra la via Agudio e il corso Casale non è adatta a realizzare gli interventi ipotizzati e quindi si cancella ogni ipotesi di nuove edificazioni nell'area fra le piazze Modena e Coriolano come erano previste dalla variante 62. Testualmente: “Il complesso confronto avvenuto a livello politico e istituzionale e considerazioni di ordine tecnico hanno portato l’Amministrazione alla scelta di non dare attuazione alla previsione di piano, ritenendo non opportuna l’edificazione in tale area”.
Ma …… “Il susseguirsi di tali vicende e la presentazione di formali proposte da parte dei soggetti a vario titolo interessati hanno, tuttavia, fatto emergere attese legittime a cui è necessario offrire qualche forma di risposta positiva in alternativa alla trasformazione dell’ambito "10.1 Modena Nord", che si intende sopprimere”.

Terreno di Strada Cartman 20
Terreno di Strada Cartman 20

In cambio si concede con questa nuova variante (la 144), la possibilità di realizzare un intervento edificatorio su un terreno di proprietà privata situato in area P4 (quelle che il Piano destina a parco) fra le strade Mongreno e Cartman, guarda caso proprio quel terreno che rappresentava una parte significativa dell'offerta originaria dei privati di cui sopra (Precollina Vernea s.r.l.), e proprio quel terreno (strada Cartman n° 20) che era stato oggetto di un una vicenda giudiziaria (anno 1989) che aveva visto contrapposti gli stessi proprietari e l'Amministrazione comunale della nostra città con un rigetto del ricorso dei privati da parte del Consiglio di Stato che ne aveva sancito la non edificabilità poi confermata dal P.R.G. approvato alcuni anni dopo.

Tavola del piano regolatore precedente alla variante

Tavola del piano regolatore

Il 15 marzo si discute già della nuova variante nelle due Commissioni, variante che riceve il parere positivo della VII Circoscrizione il 4 aprile, il 5 aprile inviamo una nota a tutti i Consiglieri comunali che illustra ancora una volta le nostre perplessità ma l'11 aprile con deliberazione numero 2006-01887/09, arriva l’approvazione del Consiglio comunale con 25 favorevoli e 7 astenuti (i consiglieri: Airola, Costa Gianluca, Levi-Montalcini, Mina, Palumbo, Rosso, Troiano) e con la dichiarazione dei consiglieri Passoni e Gallo Domenico di non volere partecipare al voto. La nuova variante prevede la realizzazione massima di 5.000 mq di superficie lorda di pavimento, su 3 piani.

E' da notare inoltre che dalla nuova tavola del piano sparisce l'indicazione di realizzare più a monte la congiunzione delle strade Mongreno e Cartman (sullo stralcio della tavola del piano regolatore potete vedere come lo stesso aveva riconosciuto l'estrema criticità e pericolosità della soluzione attuale e come con la variante 144 questa strada sparisce dalla nuova illustrazione), anche se a seguito di specifica richiesta della VII Circoscrizione la variante fa riferimento a questa strada, ma unicamente per richiamare che <<potrà essere indicata>> noi avremmo preferito Nuova illustrazione in seguito alla variante 144 Nuova illustrazione in seguito alla variante 144 leggere <<dovrà essere indicata>> nello Strumento Urbanistico che i costruttori presenteranno per realizzazione dello stesso intervento edificatorio.

Nuova illustrazione in seguito alla variante 144

Nuova illustrazione in seguito alla variante 144

 

 

 

 

All’Amministrazione comunale nel suo complesso abbiamo posto alcune domande: Il trasferimento dei diritti edificatori delle aree collinari classificate a parco (P) è un obbligo per l'amministrazione comunale a fronte di una richiesta dei privati?
Se è un obbligo, siccome la variante 144 risolve in minima parte i problemi di atterraggio, non si rischia di avere privilegiato alcuni privati a discapito di altri?
Non stiamo creando un pericoloso precedente concedendo la possibilità al proprietario di costruire su un'area che il PRG classifica a possibile utilizzo per parco collinare?
Se il trasferimento dei diritti edificatori delle aree collinari classificate "P" non e' un obbligo per l'Amministrazione comunale ma una opportunità, che senso ha parlare di "attese legittime" da parte di privati?
Queste domande sottoscritte anche da centinaia di residenti sono rimaste senza risposta. La variante 144 è stata approvata in prima lettura con molte altre, nella seduta dell’undici aprile, da un Consiglio comunale ormai disattento, ben nove varianti sono passate nelle ultime due sedute senza uno straccio di dibattito, come da vecchia consuetudine gli ultimi giorni della legislatura vengono utilizzati per far digerire in modo indolore quei provvedimenti che normalmente meriterebbero migliore attenzione.
Dopo il primo passaggio in Consiglio Comunale della variante, nel mese di giugno 2006 sono state depositate le osservazioni alla medesima. Segnaliamo in particolare le osservazioni presentate da alcune Associazioni Ambientaliste facenti parte del Coordinamento cittadino (Italia Nostra, Legambiente Circolo Ecopolis e Pro Natura Torino).
Nei mesi successivi alcuni residenti di Sassi, assistiti dal Comitato spontaneo, hanno raccolto e depositato in Comune il 26 luglio 516 firme, a sostegno di una petizione al Consiglio comunale che è stata illustrata dai primi firmatari e discussa dalle Commissioni comunali competenti il 18 ottobre 2006.
La petizione esprimeva la contrarietà di questi cittadini alla variante 144 in merito alle ipotesi edificatorie in strada Cartman, e preoccupazione per le conseguenze sulla viabilità locale.
Queste motivazioni sono state illustrate con una nota riportante anche il testo della nostra petizione, consegnata a tutti i Consiglieri comunali presenti in Commissione.
L'assessore all'Urbanistica Mario Viano presente alla riunione aveva dichiarato che verrà comunque realizzato il nuovo bivio fra le strade Mongreno e Cartman e confermato che è intenzione dell'Amministrazione cittadina di portare la variante all'approvazione finale del Consiglio Comunale.

Il 20 marzo la Giunta Comunale aveva approvato un nuovo testo della variante 144 con le controdeduzioni alle osservazioni presentate.
Il 5 dicembre si era tenuta presso il Comune di Torino, nell'ambito della seconda e sesta Commissione consigliare, l'audizione del Coordinamento Torinese delle Associazioni Ambientaliste in merito alle osservazioni presentate dalle medesime alla variante. Nel corso della commissione è stato richiesto un sopraluogo sul terreno oggetto di variante, che si è tenuto il 19 dicembre alla presenza dei Presidenti delle due Commissioni, del Presidente della VII Circoscrizione, di alcuni Consiglieri comunali e dei tecnici dell'Assessorato all'Urbanistica. In quella occasione alcuni cittadini aderenti al Comitato spontaneo hanno avuto modo di illustrare nuovamente le loro posizioni.

Nel mese di giugno l’Assessorato all’Urbanistica presentava un documento intitolato “Indirizzi di politica urbanistica” all’interno del quale (capitolo 6 - I parchi fluviali e collinari) porta come esempio da seguire proprio la variante in strada Cartman, pur riconoscendo una delle motivazioni da noi portate: “Sarebbe senz’altro buona cosa rovesciare il punto di vista e quindi individuare le aree destinate a parco non più in termini residuali (tutto ciò che non è costruito), ma in positivo, ovvero in rapporto all’effettivo interesse che rivestono per la realizzazione di parchi pubblici. Le parti restanti, tanto in pianura quanto soprattutto in collina, dovrebbero essere dichiarate inedificabili e destinate ad usi agricoli/colturali o di salvaguardia ambientale (in particolare con riferimento ai terreni boscati ed a rischio di instabilità della collina)”. Ma nel nome di una interpretazione legislativa, che riteniamo opinabile, si ritiene che: “Non resta altro da fare, almeno fino a che non sia operante una nuova disciplina legislativa, che gestire al meglio la condizione in essere, acquisendo a patrimonio le aree cedute e mantenendo gli usi agricoli”.
Ma qui non solo si ritiene opportuno acquisire aree che non verranno utilizzate fisicamente dalla collettività, ma si utilizza una di queste aree per costruirci sopra.
E pertanto non siamo solo in presenza di proprietari di aree “impossibilitati di fatto ad utilizzare la pur modesta edificabilità riconosciuta” ma di persone che valorizzano una costruzione in area collinare, oltretutto cosa economicamente ben diversa che valorizzare i loro diritti edificatori in altre parti del territorio cittadino.
Il 24 luglio con la riunione congiunta delle due Commissioni comunali si torna a parlare pubblicamente della variante 144, le osservazioni presentate da alcuni Consiglieri comunali e loro rappresentanti sulla compatibilità della variante rispetto ad una recente norma regionale e la necessità di conoscere la tipologia dei terreni collinari offerti in cessione in cambio della possibilità di costruire su quel sito, hanno determinato la necessità di rimandare ancora una volta l'approvazione definitiva della variante.
In una successiva riunione delle due Commissioni consigliari tenutasi in novembre, l'Assessore Viano aveva comunicato l'accettazione e quindi l'inserimento in variante di alcune delle questioni poste dalle osservazioni, e quindi ribadito la volontà dell'Amministrazione di portare la variante (testo definitivo) all'approvazione del Consiglio comunale per il suo secondo passaggio, così come è poi avvenuto il primo di dicembre.
La variante prevede la realizzazione di una S.L.P. massima di 5.000 mq su 3 piani ad uso residenza.
Il testo definitivo della variante a seguito delle osservazioni è stato comunque modificato rispetto ad alcune importanti questioni.

Il tratto iniziale di Strada Cartman

Il tratto iniziale di Strada Cartman

In riferimento al nuovo bivio di collegamento fra le strade Mongreno e Cartman è stata accolta la richiesta di renderne obbligatoria la realizzazione, con l’inserimento di: “In merito alla rappresentata esigenza di un nuovo raccordo stradale tra le strade comunali di Mongreno e Cartman, atteso da anni dai residenti, si accoglie la proposta di inserire nella scheda normativa della nuova Z.U.T. la seguente prescrizione: Nella redazione dello Strumento Urbanistico Esecutivo dovrà essere previsto un collegamento viario tra la strada Mongreno e strada Cartman" abbandonando la dicitura “potrà essere indicata”.
Riteniamo estremamente importante questa prescrizione, questo in quanto il tratto iniziale di strada Cartman rappresenta ogni giorno di più una criticità per i residenti e per chi si trova a percorrere quel tratto di strada, causa la sua conformazione e le sue ridotte dimensioni.
Sono state introdotte inoltre altre prescrizioni che riteniamo comunque importanti quali: la verifica da parte dei settori comunali competenti in materia di verde pubblico sui terreni che verranno ceduti alla città e la presentazione di uno studio a carattere idrogeologico che verifichi la fattibilità dell’intervento.

Nel mese di gennaio erano stati presentati due ricorsi alla Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, uno dei quali dall’Associazione ambientalista Pro Natura Torino, che ha seguito la problematica sin dall’inizio. Fra le motivazioni riportate nei ricorsi la più significativa è quella che siano state violate le norme di attuazione del Piano Territoriale Regionale (P.T.R.), che la Giunta regionale ha modificato il 19 maggio 2008 con la deliberazione della Giunta regionale n. 13-8784. L'area che interessa la creazione della nuova Zona urbana di trasformazione (Z.U.T.) Cartman è sita all'interno di una vasta area, che è interessata dal vincolo ex legge 1497 del 1939 che tutela tutta la Collina di Torino. Questo vincolo è ancora oggi pienamente efficace ed compreso nei vincoli del nuovo Codice sul paesaggio (decreto legislativo 42 del 2004 e s.m.i.). Con le modifiche delle norme del P.T.R. del maggio 2008, che sono in salvaguardia anche per il PRG del comune di Torino, è stato stabilito che nelle aree tutelate per legge non si possono approvare varianti parziali al P.R.G. (ai sensi dell'art. 17 comma 7 della Legge Regionale 56/77). Il caso della variante 144 è chiarissimo: si rende edificabile un'area in pieno parco vincolato, senza che per quelle aree esista ancora un Piano Paesaggistico approvato con le nuove norme del Codice sul Paesaggio.
Quindi, è chiaro che per il caso della Z.U.T. di str. Cartman non vi sono gli elementi di valutazione paesaggistica perché manca uno strumento sovraordinato che fissi norme e regole per l'eventuale edificazione.la variante parziale 144 sia stata approvata in violazione delle norme del P.T.R. specificamente introdotte con la succitata D.G.R., e che la variante stessa debba essere considerata di tipo "strutturale" e soggetta ad una diversa procedura di approvazione (L.R. 1/2007).
La Regione Piemonte con apposito decreto del giorno 8 aprile ha accolto parte delle osservazioni presentate nei due ricorsi, e pertanto ha annullato la delibera del Consiglio comunale di Torino n. 176 del primo dicembre 2008 che approvava la variante parziale al Piano Regolatore n. 144. 
Il privato unico beneficiario della variante e l'Amministrazione Comunale di Torino hanno presentato un ricorso al TAR.

Il 2010 si era aperto con seduta pubblica del TAR Piemonte tenutasi il 14 gennaio dove gli avvocati delle parti avevano presentato per iscritto le loro deduzioni, ne era seguita il 1° marzo la doppia sentenza che annullava il provvedimento della Regione Piemonte accogliendo i ricorsi di Comune di Torino e dell'impresa direttamente interessata alle costruzioni.
Nel bollettino ufficiale della Regione Piemonte del 29 aprile avevamo appreso che la Giunta uscente in una delle sue ultime sedute, aveva dato mandato all'Avvocatura Regionale di ricorrere presso il Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR.
Nell'attesa di conoscere il giudizio del Consiglio di stato, con l'associazione ambientalista Pro Natura Torino si era deciso di affrontare con una lettera  indirizzata agli Assessori e ai dirigenti comunali, uno dei problemi che ci aveva particolarmente interessato ormai da tempo: si tratta della qualità dei terreni che devono essere ceduti alla Città in cambio della possibilità di costruire e il loro possibile utilizzo.
Sin dall’inizio era sorto il dubbio che questi terreni collinari già acquistati da tempo dalla socità interessata all'intervento edilizio prima in piazza Modena e poi sul terreno a monte del bivio fra le strade Mongreno e Cartman, rappresentassero “un bidone” rifilato alla collettività in quanto non rientranti, per la loro ubicazione e per le loro caratteristiche, in alcun progetto di utilizzo concreto per i cittadini e cosa ben più preoccupante (conoscendo i problemi che gravano sulla collina torinese), che questa cessione rappresentasse nel tempo unicamente un gravoso onere per la collettività.
Gli avvocati degli unici beneficiari della variante nello stilare il ricorso al TAR contro l’annullamento operato  dalla Regione Piemonte, hanno involontariamente avvalorato i nostri dubbi.
Riportiamo testualmente un passaggio del ricorso (pagina 17): <<A seguito dell’esecuzione dei provvedimenti gravati, (l’annullamento, n.d.r.) la stessa (la società ricorrente, n.d.r.) si troverà ancora  nell’impossibilità di utilizzare le aree di cui dispone e vedrà nuovamente frustrate le legittime aspettative … e ciò a fronte di consistenti e periodici esborsi di denaro effettuati, da un lato, per reperire le aree e, dall’altro, per provvedere alla manutenzione delle stesse (in proposito si rileva che, come è noto, la collina torinese è frequentemente interessata da fenomeni di frana e smottamento riconducibili alle complesse problematiche di carattere idrogeologico, riguardanti l’intera zona)>>.
Passando la variante 144 e le altre che molto probabilmente la seguiranno  risulta evidente il rischio che i “consistenti e periodici esborsi di denaro” saranno a carico di tutti noi.

Per tutto il 2011 non è stato possibile dare corso alla variante al Piano Regolatore numero 144, in quanto in attesa della sentenza del Consiglio di Stato in merito al ricorso della Regione Piemonte contro la sentenza del TAR.
Il Comitato spontaneo nel mese di ottobre ha inviato una nuova lettera al nuovo Sindaco e agli Assessori nominati in quest'ultima tornata amministrativa più coinvolti alla problematica degli atterraggi dei diritti edificatori. Nella lettera, come potete vedere, vengono ribadite le perplessità già espresse precedentemente; a questa lettera e alle successive richieste di incontro inviate agli Assessori all'Urbanistica e al Patrimonio per meglio illustrare la nostra posizione, non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Avevamo appreso dal sito del Consiglio di Stato che il ricorso della Regione Piemonte era stato affrontato in una udienza pubblica tenutasi il 13 novembre 2012.

Il 5 marzo il Consiglio di Stato ha pubblicato una sentenza che ha definitivamente cancellato la variante al Piano Regolatore (la 144) che prevedeva la costruzione di residenze per un totale di 15.000 mc a monte del bivio delle strade Cartman e Mongreno a Sassi.
Il contrasto agli interventi edificatori derivanti dall’atterraggio dei diritti edificatori delle aree collinari era iniziato nel 2002 dal Comitato spontaneo di quartiere Borgata Rosa-Sassi contro la variante 62, poi annullata e sostituita con la variante 144, il contrasto è poi proseguito prima con le osservazioni alla variante e poi con un ricorso presentato alla Regione Piemonte da parte dell’Associazione Ambientalista “Pro Natura Torino” preoccupata dalla valenza negativa di questo intervento che, se fosse passato avrebbe potuto aprire la strada a ben altri interventi edificatori in collina.
(B. Morra - marzo 2013)

 

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