La nostra partecipazione all'80°
Adunata Nazionale Alpini di Cuneo

Nella fotografia è visibile parte dell'area a nostra disposizione che si trovava presso il Parco della Gioventù di Cuneo. La sezione che organizza l'adunata prepara i posti per le varie sezioni che partecipano e chiede di avere la disponibilità di terreni dai vari proprietari che li concedono in uso gratuito; l'appezzamento viene diviso in base a tutte le prenotazioni che ci sono di tutti i gruppi della sezione.

Cuneo è stata sicuramente una delle migliori organizzatrici, se non addirittura la migliore. L'accoglienza è stata magnifica ed è stata, insieme ad Asiago, tra le città più imbandierate. La partecipazione è stata molto superiore alle aspettative; noi dovevamo sfilare alle 14 ed invece abbiamo sfilato alle 16,30. Occorre tener conto che le file erano ben 12, mentre in alcune città, a causa delle vie strette, si sfila anche per 8.

 

Poi, non bisogna dimenticare che, come diceva Totò: "Io sono un uomo di mondo, ho fatto il militare a Cuneo" ed effettivamente molti hanno fatto il militare a Cuneo e molti alpini hanno voluto ritornare suoi loro passi e rivedere le caserme come la caserma Battisti di Cuneo o la caserma Vian di S. Rocco.
Purtroppo era chiusa la caserma di Borgo S. Dalmazzo dove io ho frequentato il corso di radiofonista.

 

Nella fotografia è visibile un angolo del giardino municipale con la caricatura di Totò.

 

Ci sono molte attività collaterali; per esempio, un reduce di Russia, ogni anno allestisce una mostra con fotografie molto toccanti.

La fotografia rappresenta Piazza Galimberti quando, appena iniziata la sfilata, passano i reparti in armi con i vari comandanti. Dopo di essi, il gruppo dei colonnelli e delle crocerossine che hanno sfilato in modo impeccabile. Poi le camionette con i reduci della II guerra mondiale, i reduci di Russia, Albania e Grecia e poi hanno iniziato a sfilare tutte le varie sezioni cominciando da quelle estere quali Oceania, Australia, Americhe, Canada, quindi quelle europee con Francia, Spagna, Germania, Svezia, ecc. e poi quelle italiane a partire dalle più lontane alle più vicine e per ultima ha sfilato l'organizzatrice, Cuneo.

Le adunate non si fanno perchè si desidera ricordare il militare perchè si uccide ma per vedersi, conoscersi e ritrovarsi il prossimo anno perchè alcuni partecipano proprio per questo motivo: desiderano rivedere un loro commilitone che abita distante.

In questa fotografia sta sfilando il Labaro nazionale con le 230 medaglie d'oro date agli alpini che si sono distinti per particolari azioni compiute. Le stesse medaglie sono poi riportate sul vessillo sezionale e, volendo, sul gagliardetto del gruppo di appartenenza dell'alpino che ha ricevuto la medaglia.

Nella fotografia è ritratto anche il presidente del Labaro nazionale, Sig. Perona.

 

Nella fotografia qui accanto sta sfilando la bandiera di guerra del 2° Reggimento alpini.

Alla bandiera di guerra viene reso onore quando arriva il venerdì precedente la sfilata, cioè quando inizia la parte ufficiale dell'adunata. I gonfaloni del Comune, della Provincia e della Regione ed il Labaro nazionale, con la bandiera di guerra scortata da militari in armi, fanno un percorso prestabilito per poi andare nel Municipio della città che ospita l'adunata.

 

Ed ecco alcuni dei partecipanti alla sfilata,
della nostra sezione:
il Sig. Guelpa,
il segretario Sig. Iorio,
il tesoriere Sig. Omedei,
il vice capo gruppo Sig. Tibaldi,
il Sig. Gravelì,
il capo gruppo Sig. Silvano,
il sig. Fornaro
ed il Sig. Casagrande.

 

La gente ha fiducia negli alpini perchè sa che hanno fatto molte cose utili e che quando ci sono delle necessità si muovono, non stanno ad aspettare ordini, ma prestano volontariamente la loro opera.

Ne è un esempio il Banco alimentare che si tiene l'ultima domenica di novembre al quale gli alpini partecipano.

Un altro esempio, che pochi conoscono, è l'asilo "Il sorriso"di Rossosch, in Russia, dove nel 1942-43 c'era il comando delle truppe alpine. Finita la guerra, gli alpini hanno costruito un asilo che a tutt'oggi è ancora in funzione e si occupano della manutenzione.

Nel 1976, in occasione del terremoto del Friuli, gli Stati Uniti donarono un milione di dollari per la ricostruzione, direttamente all'Associazione Nazionale Alpini la quale richiese un responsabile americano che controllasse come veniva speso questo denaro.

La sede nazionale detiene il Libro della Solidarietà (che  attualmente totalizza circa 40 milioni di Euro) nel quale vengono annotate le ore di lavoro gratuito e le somme di denaro raccolto per opere benefiche, da parte di tutti i gruppi aderenti.

Per quanto riguarda la nostra sezione, su richiesta della Coordinatrice dei volontari per Superga del FAI, il nostro gruppo, dallo scorso anno, è impegnato in attività di controllo ed assistenza alla Basilica di Superga. Poichè nei mesi di giugno, luglio ed agosto la Basilica di Superga è aperta nelle ore serali per la salita alla cupola, una sera alla settimana, dalle 21 alle 24, due alpini a turno, prestano la loro opera.

Angelo Silvano

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